Il lavoro in Italia cala ancora. Lo dice l’Istat, qualcuno informi Renzi e Gentiloni…

L’Istat parla chiaro: il lavoro in Italia cala ancora, non solo tra i giovani, che però pagano il prezzo più pesante alle promesse dei vari governi di centrosinistra che si sono succeduti in questi ultimi anni.  A maggio il tasso di disoccupazione sale all’11,3% (+0,2 punti percentuali) e quello giovanile al 37% (+1,8 punti) rispetto ad aprile. Dopo il forte calo registrato ad aprile, la stima delle persone in cerca di occupazione a maggio cresce dell’1,5% (+44 mila). La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a maggio rimane invariata, sintesi di un calo tra gli uomini e un aumento tra le donne. L’inattività risulta in calo tra i 25-34enni, in crescita tra gli ultracinquantenni mentre rimane stabile nelle restanti classi di età. Il tasso di inattività è pari al 34,8%, invariato rispetto ad aprile. Anche sul fronte delle persone “in cerca di occupazione” pesa il confronto con un mese precedente estremamente positivo, rispetto al quale l’Istat registra una crescita dei disoccupati di 44mila persone. “Come per gli occupati, l’aumento interessa i soli uomini ed è distribuito tra tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni”, dice l’Istat.

Lavoro flop, le accuse di Brunetta

«Ancora una volta il miglioramento del mercato del lavoro è durato ben poco. I dati dell’Istat di oggi mostrano che nel mese di maggio non vi è creazione di occupazione, aumenta la disoccupazione e aumenta disoccupazione giovanile», scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. «Il fallimento del Jobs Act di Renzi è dimostrato dal fatto che calano i lavoratori permanenti mentre aumentano i contratti a termine. Con i dati di maggio torniamo indietro di due mesi e soprattutto il mercato del lavoro non si stabilizza positivamente anche perché manca una vera ripresa del Pil», conclude Brunetta.