I Pink Floyd: dal buio alla luce. La storia del gruppo raccontata da 14 artisti

La musica di Pink Floyd in uno spettacolo che fonde musica e teatro e nasce dall’amore di un gruppo eterogeneo formato da quattordici artisti, di età che varia dai 20 ai 57 anni: alcuni sono giovani studenti di conservatorio, altri sono già diplomati, altri ancora sono insegnanti, altri sono impegnati nei più disparati mestieri. Uniti dalla passione per il gruppo rock britannico hanno pensato e studiato per un intero anno uno spettacolo ambizioso. Di giorno ognuno di loro era impegnato nel proprio lavoro, di notte un gruppo compatto e affiatato scomponeva i Pink Floyd in mille dettagli per poi ricomporli facendoli propri in ogni loro sfumatura. La direzione artistica e musicale è di Giuseppe Calandrini, che ha curato anche la sceneggiatura della parte teatrale dello spettacolo. Calandrini ha un background musicale di cinque album con la band internazionale degli Inter-Connection, sotto contratto con la storica etichetta indipendente americana “A Different Drum”, con ottime recensioni all’estero e un piccolo ma importante riscontro anche in Italia: il critico Mario Luzzatto Fegiz ha dedicato proprio agli Inter-Connection un articolo di apprezzamento sul settimanale Sette del Corriere della Sera nella sua rubrica “Effetto Note”. La regia della parte teatrale è curata da Alessandro Pascucci, un attore e insegnante professionista diplomato presso la scuola di recitazione di Pino Quartullo. 

Pink Floyd, tra musica e teatro

Si tratta di uno spettacolo peculiare che vede fondere insieme una pièce teatrale e un concerto di musica, entrambi eseguiti dal vivo sullo stesso palco: non un musical, non un recital, non un semplice concerto, né soltanto uno spettacolo teatrale. Una ricerca e uno studio durati un anno intero in cui sono state ricreate fino ai singoli dettagli le articolate architetture di suoni ed effetti che hanno caratterizzato la musica dei Pink Floyd, tra l’acquisto di attrezzatura analoga, studio dei setup, delle concatenazioni di effetti, fino alla regolazione dei millisecondi di ciascun delay delle chitarre. Sudore, fatica, tempo, ma una passione sconfinata per i Pink Floyd che giustifica ogni sacrificio. Nello specifico è stato utilizzato come riferimento strutturale e sonoro il loro ultimo concerto ufficiale, quello tecnicamente più elaborato, il live P.U.L.S.E. del 1994. Parallelamente, durante lunghe nottate di incontri e confronti, i testi delle canzoni più belle sono stati analizzati, tradotti, contestualizzati, avvicinati alle vicende personali che hanno caratterizzato la follia di Syd Barrett ( fondatore e leader dei Pink Floyd), la polemica infuocata e tormentata di Roger Waters, l’aplomb del tutto inglese di David Gilmour, e trasposti in una storia originale che racchiude, sintetizza e racconta tutto questo.

La storia di Syd Barret

Il risultato finale è un richiamo in chiave moderna a quanto storicamente creato nel 1800 col nome di Musikdrama, in italiano “dramma musicale”, termine tedesco usato per indicare l’unità di prosa e musica. Coniato da Theodor Mundt nel 1833 e adottato dal compositore Richard Wagner per definire le proprie opere nelle quali musica, canto, poesia, recitazione e psicologia si fondono secondo la logica del “gesamtkunstwerk” (opera d’arte totale). Da un lato viene presentata quindi una storia originale che mette in scena tre attori, con una sceneggiatura pensata e scritta per l’occasione. Una storia in cui un giovane ragazzo, come un novello Syd Barrett, è perso nella sua follia e ha abbandonato la ragione, personificata nella figura di un’attrice, e gioca la sua partita a scacchi più importante: quella tra l’individualismo e l’altruismo, tra la morte e la vita, tra la follia e la ragione, appunto. Dal buio di una folle e disperata disillusione fino alla luce della speranza verso il futuro, con continui inserti recitati dagli attori che vanno ad anticipare i temi affrontati dalle canzoni che seguiranno.  Accanto, a fare da colonna sonora e da fil rouge, undici artisti tra musicisti e cantanti che eseguono dal vivo una selezione di quattordici dei brani più famosi dei Pink Floyd, i cui testi sono la chiave della rappresentazione teatrale stessa.  Un grande palco di 80 metri quadrati, in cui gli attori reciteranno a volte sovrapponendosi alla musica, e dove i musicisti suoneranno a volte sovrapponendosi al teatro, in un unicum forse mai presentato prima in questa veste espressiva dalle importanti radici storiche ottocentesche.