Ho affittato la casa a un immigrato. Da mesi non mi paga. Chi tutela i miei diritti?

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di uno dei nostri lettori, vittima della prepotenza di importazione straniera e dell’illegalità dilagante senza controllo, o meglio, del vuoto legislativo in presenza del quale gli immigrati imperversano nel bene e nel male a scapito di nostri connazionali chiamati a subire sempre più spesso torti e offese, perpetrati nel silenzio della legge e con il benestare degli immarcescibili buonisti in prestito alla politica, alla magistratura e in larghe fette dell’opinione pubblica. Un caso, quello sottoposto alla nostra attenzione dal lettore che ci scrive, che testimonia una volta di più come i fenomeni dell’immigrazione selvaggia e dell’accoglienza coatta che imperversano in maniera incontrollata e penalizzante nei confronti degli abitanti del Paese ospitante, vadano governati assicurando, quantomeno, la sicurezza dei cittadini chiamati ad accogliere. Ecco di seguito il caso che denuncia e riassume tutto quanto appena detto.

Ho affittato casa a un immigrato: la lettera di un lettore

Gentile Redazione, chi scrive è un cittadino che si trova in una situazione di difficoltà e disagio a causa di un problema che mi crea notevole angoscia e timore. Ecco i fatti. Fino al 2007 mia moglie ed io vivevamo in una piccola casa in un quartiere della periferia romana da me comprata nel 1998. Dopo il nostro trasferimento in una casa di proprietà di mio suocero ho affittato quella casa ad un mio fidatissimo collega ed ex compagno di studi, con regolare contratto registrato all’Agenzia delle Entrate, fino a quando, l’estate scorsa, il mio amico mi ha comunicato il rilascio dell’appartamento. Durante la ricerca di un nuovo inquilino sono stato contattato dalla persona che attualmente occupa l’abitazione insieme con la moglie ed il padre, ossia un cittadino di origini mediorientali che lavora presso un’attività di ristorazione tipica. Non mi sono di certo fatto problemi ad affittargli la casa perché straniero: non sarebbe lecito, pertanto, definirmi a priori né razzista né xenofobo. Però mi è andata veramente male e sto pagando le conseguenze della mia buona fede ed assenza di pregiudizi…

Un raggiro e un furto che si protraggono da mesi

… Cominciamo con il dire che al momento della firma del contratto il signore in questione si è presentato chiedendo improvvisamente di pagare una sola mensilità di deposito cauzionale su due concordate, per di più con un assegno postdatato di venti giorni. Non solo: dopo aver pagato qualche mensilità, sempre in ritardo e adducendo fin da subito scuse di ogni tipo, è diventato costantemente moroso a soli quattro mesi dalla firma del contratto. Ho dovuto praticamente tampinarlo per ottenere a stento il fitto da dicembre a marzo, e poi nulla più. Al telefono non faceva altro che prendermi in giro finché io, stanco delle chiacchiere, ho cominciato a sollecitarlo tramite email e quando ho constatato che non rispondeva mai mi sono recato da lui di persona a dirgli, educatamente ma con fermezza, che se da quel momento in poi non fosse stato puntuale nei pagamenti sarei andato da un avvocato. La sua risposta è stata una risatina che mi ha fatto sospettare che conoscesse molto bene le peripezie tutte italiane di chi deve, in questi casi, ottenere ragione e danari… Dai fatti si evince chiaramente che questo individuo non ha alcuna intenzione né di pagarmi né tantomeno di andarsene di sua spontanea volontà; pertanto, per rientrare in possesso della mia casa posso soltanto sperare nello sfratto esecutivo (cammino lungo, insidioso e oneroso).

Con l’avallo di uno Stato ipocritamente buonista 

Dunque, subisco da mesi il fatto che un uomo, uno straniero, al quale ho dimostrato pazienza e fiducia, si è insediato in casa mia praticamente come fosse un abusivo, in assoluta inadempienza e pieno dispregio dei vincoli imposti dal contratto. Ma come si può consentire che una persona si presenti in questura con l’aureola in testa per rinnovare magari un permesso di soggiorno se nel frattempo delinque sistematicamente? Ho chiesto all’avvocato se fosse possibile scoprire l’eventuale esistenza di altri sfratti per morosità subiti dall’inquilino e mi sono sentito rispondere che le tutele sulla privacy lo impediscono. Per quale motivo io, cittadino italiano, se sono un cattivo pagatore vengo inserito in una lista nera e il mio inquilino, invece, mantiene il permesso di soggiorno mentre mi truffa indisturbato, senza subirne conseguenze e senza che la questura ne debba essere informata per trarne poi le dovute conclusioni? Mentre io, per chiedere giustizia, dovrei aggiungere alle spese della causa civile quelle del rito penale più l’onorario di un legale penalista, senza alcuna certezza di veder riconosciuta dal giudice la mia istanza? Mi sento indignato, furente, impotente a far valere i miei diritti, anzi non li vedo nemmeno riconosciuti; pago e ho sempre pagato le tasse dovute su quell’immobile e oggi mi ritrovo preso in giro da uno Stato ipocritamente buonista, indifferente con i mascalzoni, ospitale a mie spese con chi non lo merita, ingiustamente tollerante con chi approfitta dell’accoglienza ricevuta per ingannare e derubare i cittadini.