Gli incubi del bambini di Mosul: “Ho tanta paura che torni l’Isis…”

Prosegue l’avanzata dell’esercito iracheno e delle milizie alleate a Mosul, nel nord dell’Iraq, un tempo roccaforte dello Stato islamico (Isis). Ora, come riferiscono fonti militari, sono circa 300 i jihadisti ancora presenti nella città vecchia, confinati in uno spazio di 500 metri quadrati. Gli scontri continuano, ma già ieri il presidente iracheno Haider al-Abadi si è congratulato che lo forze armate per la ”grande vittoria” a Mosul. La città era caduta in mano all’Isis nel giugno del 2014, mentre da ottobre era in atto l’offensiva militare per riconquistarla. Ma sSono gravi le conseguenze del conflitto iracheno sulla salute mentale dei bambini di Mosul, che mostrano segni di ”stress tossico”. Lo denuncia Save the Children, sottolineando che il 90% dei bambini di Mosul avrebbe perso un familiare e che la maggioranza sarebbe ora tormentata da incubi a occhi aperti, incapace di mostrare emozioni e vive con la paura costante di perdere la vita. La nuova ricerca condotta da Save the Children in un campo per sfollati a sud di Mosul denuncia la condizione psicologica dei bambini intervistati, come effetto dell’esposizione a livelli estremi di violenza. Continua a accompagnarli il terrore di vedere tornare l’Isis, mentre è in aumento la violenza domestica: l’85% dei bambini individua nell’essere picchiato una delle principali cause di dolore e rabbia. Necessario e urgente accrescere il supporto alla salute mentale di bambini e famiglie. Gli scontri brutali e gli anni vissuti sotto l’Isis hanno causato pericolosi danni psicologici ai bambini di Mosul, come mostra una nuova ricerca di Save the Children. Tutti i bambini coinvolti nell’indagine hanno mostrato chiari segni di ”stress tossico”, che può avere un impatto permanente sulla loro salute mentale e fisica e interrompere il loro sviluppo. La perdita di persone amate rappresenta la principale causa di sofferenza per i bambini: il 90% ha riportato la perdita di almeno un membro della famiglia a causa di morte, separazione durante la fuga o sequestro.