Giorgio Nelson Page, l’americano fascista che fondò Lo Specchio

35 anni fa moriva a Zurigo Giorgio Nelson Page, scrittore e giornalista americano naturalizzato italiano. Era nato nel 1906. Proveniva da una delle più importanti famiglie della Virginia, nipote di un ammiraglio dell’esercito confederato, Richard Lucian Page, divenuto famoso per non aver consegnato la sua nave ai nordisti. George Page però aveva la mamma italiana, e forse per questo nel 1933 prese la cittadinanza italiana aderendo immediatamente e con convinzione al fascismo. Esistono delle sue foto in orbace e cambiò il suo nome in Giorgio, col quale poi volle sempre ssere chiamato. Bilingue, grande signore, agiato, laureato in Giurisprudenza, collaborò come giornalista a vari progetti del Ministero fascista della Cultura popolare, occupandosi poi, durante la guerra, delle radio diffusioni fasciste. Per questo motivo dopo la guerra fu arrestato e inviato al campo di concentramento per fascisti di Padula, nel Salernitano, campo nel quale furono reclusi anche il principe Valerio Pignatelli, capo dei fascisti clandestini del Sud, Paolo Orano, Achille Lauro, Valentino Orsolini Cencelli, Gaetani Zingal, il generale Nicola Bellomo, poi fucilato dagli inglesi, Ezio Garibaldi, Cesare Rossi ed ex senatori, ex consiglieri nazionali, ex federali, ex professori, ex avvocati celebri e il ministro Polverelli. Liberato in quanto ovviamente non colpevole di nulla, Page però era molto considerato dagli americani, che non ce l’avevano con lui malgrado la sua scelta idealistica per Mussolini. Tanto è vero che nel dopoguerra non si opposero al fatto che venne nominato  direttore capo-divisione dell’Ufficio Stampa dello Spettacolo presso la Presidenza del Consiglio. Page fu animatore e forse anche inventore della Dolce Vita, prima e dopo la guerra, a Roma, atmosfera che raccontò nei suoi libri L’Americano di Roma, del 1950, e Il nuovo americano di Roma, dell’anno successivo. Nel 1952 scrisse Il racconto di Rosa Bathurst, nel 1953 Sinfonia americana, nel 1956 Padula, in cui raccontò la sua esperienza nel 371° campo PW alleato. Ma Page è ricordato in un certo mondo per essere stato il fondatore del celebre giornale Lo Specchio, nel 1958. Dopo Candido e il Borghese, il terzo giornale satirico conservatore fu infatti Lo Specchio, che privilegiava le fotografie alle vignette e che poi lanciò la Dolce Vita romana. Vi collaborarono, tra gli altri, Giano Accame, Pierluigi Pingitore, poi fondatore del Bagaglino, Panfilo Gentile, Olghina di Robilant, Anton Giulio Bragaglia, Giò Stajano e un giovane Italo Cucci che esordì con un’inchiesta sul Triangolo della morte. Lo Specchio fu un giornale a suo modo rivoluzionario, perché cambiò il modo di fare giornalismo in Italia, coniugando la politica con il costume e il malcostume della politica. Page lo diresse per tutti gli anni Sessanta. Cessò le pubblicazioni nel 1975. Nelson Page è oggi seppellito al cimitero degli Inglesi a Roma, al Testaccio, nella tomba di famiglia disegnata da Ettore Ximenes.