“Gianni Versace è vivo”. A 20 anni dalla morte il suo genio rinasce in una mostra a Napoli

“Gianni Versace è vivo”. Con il suo genio, ovviamente. A 20 anni dalla scomparsa – il sarto, come egli stesso amava definirsi – l’uomo del Sud che ha raccontato al mondo l’arte italiana, non smette di lasciare segni. Da oggi, 14 luglio, fino al 20 settembre 2017 il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospiterà “Dialoghi / Dissing – Gianni Versace Magna Grecia Tribute”, a cura di Sabina Albano (nella foto in alto). Il progetto di questa esposizione, accompagnata da eventi, incontri e performance nasce a Napoli: è un omaggio alla sua visione della moda, dell’arte. Attraverso la collezione privata di abiti e oggetti raccolti negli anni da Antonio Caravano, si investigano i forti legami con la Magna Grecia. “Ho in mente questo progetto davvero da molto tempo”, dice Sabina Albano, ideatrice e curatrice della mostra, in coproduzione con il Mann e con la collaborazione scientifica di Maria Morisco. «Mi ha ispirato la convinzione che le parole della moda possano leggere la storia. Il linguaggio della moda è per me un linguaggio storico, un codice che può decifrare tutto».

La sala del Cielo Stellato e il giardino adiacente ospiteranno una serie di abiti, oggetti, video che parlano di questo genio della Moda Italiana e opere di altri artisti, tutte sotto il segno di Gianni Versace; in mostra nel giardino tre sculture di Marcos Marin, opere di Manuela Brambatti, Bruno Gianesi, Marco Abbamondi e Ilian Rachov e l’abito olfattivo creato dall’azienda partenopea Mansfield. L’esibizione mostrerà come il linguaggio della moda possa interfacciarsi con l’Archeologia.