Genova, trovato il pusher della 16enne morta per droga: gli indagati sono quattro

C’è un nuovo indagato nell’inchiesta sulla morte di Adele De Vincenzi, la ragazza di 16 anni morta a Genova nella notte tra venerdì e sabato dopo aver assunto una dose di Mdma. Si tratta di un 20enne di origini ecuadoriane, ma da anni residente a Busalla. Il giovane è stato indicato agli agenti della squadra mobile di Genova che indagano sulla tragedia dal pusher 17enne, a sua volta deferito al tribunale dei minori, come la persona che avrebbe ceduto lo stupefacente al fidanzato di Adele, Sergio Bernardin di 21 anni, e all’amico Gabriele Rigotti di 19 anni, entrambi in carcere da sabato mattina.

Al vaglio le ultime ore della 16enne 

Il nuovo indagato dovrà rispondere anche lui di spaccio aggravato e morte come conseguenza di altro reato. La polizia che ha perquisito la sua abitazione di Busalla, comune dell’entroterra genovese, non ha però trovato traccia di droga. Secondo quanto emerso dagli ultimi interrogatori, comunque il 20enne sarebbe il vero pusher mentre il 17enne avrebbe agito solo da intermediario. Intanto si attendono gli esiti dell’autopsia sul corpo della giovane vittima, eseguita presso l’istituto di medicina legale dell’ospedale San Martino di Genova. Gli esami dovranno chiarire le cause del malore fatale e se la 16enne avesse assunto altre sostanze, mentre gli investigatori sono al lavoro per ricostruirne le ultime ore di vita: nelle prossime ore verranno esaminati anche i video delle telecamere a circuito chiuso della zona di via San Vincenzo, dove la 16enne ha avuto il malore fatale, e verificati i tabulati telefonici.

Il fidanzato e l’amico restano in carcere a Genova

Intanto il Gup Nicoletta Bolelli, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha stabilito che Bernardin e Rigotti restino nel carcere di Marassi. Anche nei loro confronti l’accusa è spaccio e morte in conseguenza di altro reato. Entrambi, hanno comunque fatto sapere i legali, faranno ricorso al tribunale del Riesame per chiedere i domiciliari