Gasparri, i domiciliari a Diele: «Una vergognosa discriminazione?»

Sciolta la prognosi giudiziaria: l’attore Domenico Diele lascerà il carcere di Salerno e sarà posto agli arresti domiciliari nell’abitazione della nonna a Roma. Da questa mattina, infatti, è disponibile il braccialetto elettronico al quale il gip del Tribunale di Salerno aveva subordinato l’esecuzione della misura degli arresti domiciliari per l’attore che, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, ha investito e ucciso una donna di 48 anni che viaggiava a bordo di uno scooter sull’autostrada A2 all’altezza dello svincolo di Montecorvino Pugliano, in provincia di Salerno. Diele è poi risultato positivo ai test per uso di cocaina e hashish. Portato nel carcere salernitano di Fuorni, il 26 giugno scorso il gip di Salerno, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto per omicidio stradale aggravato, ha disposto per Diele gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Dopo 10 giorni il braccialetto elettronico è risultato disponibile oggi, così che Diele ha potuto lasciare il carcere ed essere trasportato a Roma. 

Gasparri sui domiciliari a Domenico Diele

Una giustizia parziale: questa l’accusa mossa dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri che, nel rilevare l’insolita solerzia con cui, nel caso di un detenuto “famoso”, la magistratura ha disposto gli arresti domiciliari e trovato l’introvabile braccialetto elettronico indispensabile per poter scontare la pena a casa propria, denuncia le incongruenze e le disparità della magistratura a scapito di chi, detenuto vip non è. La vicenda a cui ci riferiamo è ovviamente quella di Domenico Diele, protagonista di varie fiction tv e noto soprattutto per la partecipazione alla serie di successo in onda su Sky, 1992, finito in carcere a Salerno nei giorni scorsi con l’accusa di omicidio stradale. E allora, «sconcerta il caso dell’attore Domenico Diele, in carcere a Salerno per avere alla fine di giugno ucciso una donna mentre era alla guida sotto l’effetto degli stupefacenti», esordisce Gasparri, che a stretto giro aggiunge: «Nel giro di pochi giorni non solo si è trovato per lui il braccialetto, ma si sono anche disposti gli arresti domiciliari a Roma. Ma che giustizia è questa?».

Il dubbio della discriminazione

E ancora: «Siamo di fronte a un omicida, abituale consumatore di droghe. Essendo tra l’altro un personaggio noto ci saremmo aspettati una pena, seppure temporanea in attesa del processo, esemplare. Diele doveva andare in una comunità terapeutica. Lui stesso avrebbe dovuto chiedere di essere innanzitutto disintossicato perché abusando di stupefacenti ha distrutto la sua vita e quella di una giovane donna. Siamo sicuri che tra i tanti in attesa Diele sia il primo della lista?». Un interrogativo che si incastona tra mille dubbi e che, nelle parole di Gasparri, alimenta il sospetto di una disposizione ad hoc. Non a caso: «Possibile che si operi una discriminazione così vergognosa?», chiede il senatore di FI, che poi chiosa: «C’è gente posta in detenzione preventiva in carcere sospettata di reati di gran lunga inferiori all’omicidio e poi si concedono benefici a chi non lo merita». Quindi, la conclusione: «Chiedo al ministro della Giustizia di fare chiarezza su questa vicenda sconcertante».