G20, una perdita di tempo. Sul clima Trump conferma il no Usa all’accordo di Parigi

G20, una perdita di tempo: rinviati al prossimo summit gli accordi commerciali tra Stati Uniti e Gran Bretagna; interlocutorie le decisioni prese sulla Siria; decisamente irremovibile la posizione di Trump sul clima che, ad Amburgo è confermato una volta di più, mette gli Usa fuori dall’accordo di Parigi firmato da Obama. Tirando le somme, allora, sono più i no e i forse incassati ad Amburgo dalla comunità internazionale dei grandi che i sì condivisi. 

G20, clima, Trump conferma: gli Usa fuori dall’accordo di Parigi

Un no fermo e deciso, secco e improcrastinabile, allora, quello ribadito da Trump ad Amburgo sull’accordo a 19 sul clima, protocollo che continua ad essere respinto al mittente da Washington. Il testo del comunicato, spiega l’alto funzionario Ue, riporterà tre paragrafi sul clima. Nel primo si ricorda che «un’economia forte e un pianeta in salute» sono due cose che «si rafforzano a vicenda». Che attraverso «una vera innovazione, la creazione di posti di lavoro, la competività», si possono affrontare le sfide del cambiamento climatico.  Nel primo paragrafo, quindi, si riconosce che il cambiamento climatico «è un problema globale», che i Paesi del G20 «devono affrontare» sottoscrivendo una collaborazione stretta indirizzata a questo fine. Tutti tranne gli Stati Uniti, che rifiutano impostazione e applicazione del documento di Parigi. E allora, in un secondo paragrafo, continua la fonte, «si prende nota» della decisione di Washington di ritirarsi dall’accordo di Parigi. Infine, c’è un terzo paragrafo, nel quale «i 19 confermano il loro impegno e la loro volontà di applicare in pieno l’accordo di Parigi nei mesi e negli anni a venire e in accordo con i principi che abbiamo concordato». Insomma, 19 paesi sui 20 riuniti nel summit di Amburgo hanno trovato una soluzione per il comunicato finale sul clima, prendendo atto della decisione degli Usa di ritirarsi dall’accordo di Parigi, ma ribadendo l’impegno degli altri Paesi e dell’Unione Europea «ad attuare completamente» gli oneri previsti dall’accordo. 

L’amaro commento conclusivo dell’Osservatore Romano

Una conclusione a cui il quotidiano d’Oltretevere dedica un amaro commento che recita: «Un G20senza accordi». L‘Osservatore Romano, infatti, dà voce a tutto lo scoramento per l’esito del vertice tra i grandi del mondo che si è svolto ieri e oggi ad Amburgo. «Una grande occasione persa – scrive il quotidiano diretto da Giovanni Maria Vian –. Il G20 non trova l’accordo per varare sanzioni contro i trafficanti di esseri umani. È fallito, a causa dell’opposizione di Russia e Cina, il tentativo dell’Unione europea di far inserire nel documento conclusivo del vertice di Amburgo un passaggio che includeva misure internazionali contro i trafficanti. Un aspetto di centrale importanza in relazione all’emergenza immigrazione». E, infine, «Stando alle prime indiscrezioni sul comunicato finale, non si è definita una posizione comune nemmeno sul clima». «Non è un bilancio positivo, dunque, – tira le somme il quotidiano della Santa Sede – quello che emerge del G20 tedesco… La spaccatura non è stata risanata, quindi. Come sottolineano numerosi analisti, con il venir meno degli Stati Uniti, gli obiettivi dell’accordo diventano matematicamente irrealizzabili, nonostante la volontà di andare avanti espressa dagli altri paesi».