Fratelli d’Italia: noi alleati della Lega ma autonomi rispetto a Salvini

Dialogo sempre aperto con la Lega, che resta un alleato affidabile, visto la condivisione di temi importanti come la sicurezza e la critica all’Europa, anche se con sfumature diverse. Ma nessun rischio di annessione. Fratelli d’Italia rivendica la sua autonomia e pari dignità politica nella futura coalizione di centrodestra. E manda un messaggio preciso a Matteo Salvini sulla leadership: Giorgia Meloni non farà certo il gregario del segretario di via Bellerio o del Cav.

A dirlo a chiare lettere è Fabio Rampelli, capogruppo del partito a Montecitorio: ”Non c’è alcun rischio di essere inglobati, né da Fi, né dalla Lega, essendo ormai chiarissima l’identità di Fdi, erede di una destra italiana sociale e popolare”. Sulla stessa linea Ignazio La Russa, che taglia corto con una battuta in proposito: ”Rischio annessione al Carroccio? E’ lo stesso rischio che corre ciascun cittadino che un meteorite gli cada in testa… Cioè, vale zero praticamente, perché noi -spiega l’ex ministro- siamo contenti che la Lega si sia avvicinata alle nostre posizioni storiche e che da movimento indipendentista o meglio secessionista, abbia ora aspirazioni ad affermarsi a livello nazionale. Ci fa piacere che, come la destra dice sin dai tempi di Almirante, anche Salvini oggi voglia ‘prima gli italiani’…”.

Il leader va scelto con regole chiare e condivise, non viene certo imposto. Alleati sì, ma subalterni a nessuno, assicura il deputato Edmondo Cirielli: ”La nostra strategia è sempre stata quella di perseguire l’alleanza di centrodestra, che abbiamo risperimentato e ricollaudato alle ultime amministrative. Noi escludiamo a priori di essere annessi da Berlusconi, piuttosto che da Salvini… Vediamo ora quale sarà la legge elettorale”. “E’ evidente -sottolinea Cirielli- che con l’Italicum dobbiamo fare una lista unica, ma che preservi le identità. Le identità non si toccano. Abbiamo punti in comune con la Lega, sul piano delle tematiche dell’immigrazione e della sicurezza, ma certamente, sul valore della patria e sulla valorizzazione del Sud, la pensiamo ancora in maniera molto diversa”.

FdI, dunque, non si farà addomesticare da Salvini, né da Silvio Berlusconi. Rampelli è categorico: ”Fratelli d’Italia ha sempre parteggiato per una coalizione dove tutti i partiti del centrodestra potessero essere ricompresi e dove fossero chiare le modalità con le quali scegliere il portabandiera. Noi abbiamo proposto le primarie, a maggior ragione, perché siamo in una fase di riforma elettorale e sarebbe facile l’introduzione di consultazioni aperte per legge, ma ci accontentiamo di altre modalità, purché siano democratiche e trasparenti”.

Urge vertice chiarificatore tra Berlusconi, Meloni e Salvini? “Probabilmente si incontreranno in futuro, perché si tratta di decidere il programma della coalizione e una linea comune sulla legge elettorale”, replica Rampelli che aggiunge: “Questo, almeno, è il nostro auspicio”. Secondo La Russa, il fatto che ora anche Salvini dica ‘prima gli italiani’ “rende la Lega assolutamente alleabile a Fdi, visto anche la compatibilità sui temi della sicurezza e la critica all’Europa, sia pure con accenti e toni diversi”.