Fine settimana all’insegna del caldo rovente. Allerta in cinque città italiane

Il caldo non dà tregua: fine settimana all’insegna del caldo rovente, che interesserà con un “livello 2 – arancione” ben 5 città della Penisola. A renderlo noto è il ministero della Salute attraverso il Bollettino delle ondate di calore. Per la giornata di domenica l’allerta caldo è prevista a Bologna, Campobasso, Palermo, Perugia e Pescara. Le 5 città sono classificate con “bollino arancione”, che indica “condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili”.  Con l’anticiclone Caronte il fine settimana sarà assolato, caldo e afoso su tutto il Paese. È previsto però l’ingresso di correnti più instabili dalla Francia sulla sommità settentrionale anticiclonica e dirette verso parte delle nostre regioni settentrionali. Temporali da Piemonte, Lombardia e verso il Trentino Alto Adige e l’Ovest Veneto in giornata, sole e tanto caldo altrove. Per il fine settimana sono previste temperature massime in pianura mediamente sui 33/37° da Nord a Sud , ma con punte fino a 38/39° o anche 40° e oltre, specie sulle aree meridionali e insulari. Ma da lunedì al Nord, e poi per qualche giorno a seguire anche sul resto d’Italia, si concretizzerà un’interruzione della calura, per l’avvento verso il nostro bacino di aria più mite e instabile nordatlantica. Lunedì un intenso fronte instabile attraverserà il Nord Italia portando temporali diffusi e spesso forti, con nubifragi e grandinate, soprattutto sulle aree centro-orientali, e anche un calo termico. Nella fase tra il 25 e il 27, il calo delle temperature riguarderà tutta l’Italia, anche nell’ordine di 7-8° e oltre al Sud. Locali temporali sono previsti anche al Centro, specie in Appennino.

Il caldo torrido colpisce molte città europee

Tuttavia le ondate di calore urbane stanno aumentando in frequenza, intensità e durata. E le città europee sono sempre più colpite. I dati sono riportati in uno studio pubblicato sulla rivista Atmosphere da quattro strutture di ricerca fiorentine: Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr), Centro di bioclimatologia dell’università, Consorzio Lamma e Accademia dei Georgofili. La ricerca ha monitorato l’andamento delle ondate di calore nelle 28 capitali dell’Unione europea, utilizzando i dati del periodo maggio-settembre dal 1980 al 2015, classificate in base alle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità e del World Meteorological Organization. “La maggior parte delle capitali ha evidenziato trend positivi della frequenza, durata e intensità delle ondate di calore e un generale anticipo della prima ondata stagionale, con differenze di impatto a livello geografico”, spiega Marco Morabito dell’Ibimet-Cnr, coordinatore della ricerca. “Nel sotto-periodo 1998-2015 – continua – sono stati osservati, in confronto al 1980-1997, aumenti di durata e intensità delle ondate in oltre il 60% delle capitali europee, in particolare di area centro e sud-orientale: da una frequenza dei giorni di ondata di calore del 7-8% dei giorni estivi al 12-14%”. Il gruppo di ricercatori ha calcolato un indicatore sintetico e informativo chiamato Heatwave Hazard Index (Hwhi) che permette di analizzare contemporaneamente tutte le specifiche dell’impatto dell’ondata di calore: il numero di giorni, il numero delle ondate di calore lunghe e intense e la data della prima.