Feltri difende Corsaro: non è razzismo dire “testa di c….” a qualcuno

In un commento su Libero, in prima pagina, il direttore Vittorio Feltri, che ci ha abituato da tempo al suo stile controcorrente, difende il parlamentare fittiano Massimo Corsaro, accusato di antisemitismo per un post di due giorni fa su Facebook rivolto a Emanuele Fiano. Feltri si rivolge al giornalista del Corriere Pierluigi Battista, uno dei più indignati per l’uscita di cattivo gusto di Corsaro e sostiene che tutti hanno ormai capito che parlando di sopracciglia e circoncisione Corsaro voleva dire a Fiano “testa di c….”. 

Cosa si può imputare a Corsaro, sostiene Feltri, se non la “volgarità” e il Parlamento non è forse un luogo dove le cafonaggini sono all’ordine del giorno? E così continua: “Conosco Corsaro e so che non è uno da forni crematori, anzi, è un mite signore che in un momento di irritazione forse non si è saputo contenere e ha dato della ‘testa di c….’ a Fiano come a tutti noi, deplorevolmente, capita quando vogliamo insultare qualcuno. Di sicuro non aveva l’intenzione di mandare il collega in una camera a gas, peraltro inesistente. Quindi Corsaro è al massimo colpevole di volgarità, ma non certo di razzismo. Invece, sorprendentemente, Battista lo ha messo al muro quale nazista dell’ultima ora  lo ha invitato a dimettersi… Sia però consentito di fargli presente  di aver esagerato nell’indignazione… Trasformare un battibecco da osteria in un incidente politico e ideologico è una operazione talmente  sciocca da richiedere l’intervento degli psichiatri”.