Famiglie nei guai: è corsa ai prestiti. E lo Stato spende 5 mld per i migranti

E poi dicono che il Pil italiano comincia a crescere e che dovremmo essere più contenti. Gli effetti di una politica economica sconsiderata e illusionistica li stanno scontando oggi tantissime famiglie italiane, che si dibattonono tra uscite in salita (fra tasse e balzelli vari) ed entrate in discesa (stipendi e pensioni ridotte, precariato sempre più diffuso). Vengono al pettine i nodi degli anni (sprecati) dell’era Renzi. E il sintomo più eclatante è la necessità,  per un numero crescente di famiglie italiane, di fare ricorso sempre più frequente ai prestiti personali. Il dato più triste e allarmante è che non si tratta di richiesta di finanziamenti per acquistare beni durevoli, ma di prestiti per il consumo, prestiti insomma per mangiare. Il primo semestre dell’anno si è concluso infatti con una crescita dell’1,5% delle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane rispetto allo stesso periodo del 2016. È quanto risulta in base alle consultazioni effettuate sul Sistema di Informazioni Creditizie Eurisc di Crif. A giugno, in particolare, c’è stato un incremento delle richieste pari a +2,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno ma, al contempo, si è rafforzato anche il trend di crescita degli importi medi richiesti, che si sono attestati a 9.234 euro (+7,8% rispetto a giugno 2016).

Il primo semestre, spiega il Crif, è stato spinto dal comparto dei prestiti personali (+4,0%), a cui si contrappone un leggero calo dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali autoveicoli, motocicli, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, palestre), che ha fatto segnare una contrazione del -0,6% rispetto al corrispondente semestre del 2016, che aveva però registrato un picco di richieste.

Morale (triste) della favola? Le famiglie tendono oggi a indebitarsi, non per vivere meglio, ma, semplicemente, per vivere. E la cosa che sconcerta di più è che, mentre tanti italiani si dibattono in gravi problemi economici, lo Stato spende ogni anno almeno cinque miliardi di euro per i migranti.