Duterte agli Usa: “Ridateci le campane depredate a Balangiga”

Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha chiesto agli Stati Uniti di riconsegnare le tre campane depredate nel 1901 dalla chiesa di Balangiga, nella provincia orientale del Samar, come bottino di guerra dei soldati americani. Due delle campane sono in mostra presso la base aerea Francis & Warren a Cheyenne, nel Wyoming, mentre la terza campana si trova in Corea del Sud, in un reggimento statunitense. “Ridateci le campane di Balangiga”, ha detto Duterte nel suo discorso al Congresso, a cui hanno partecipato vari diplomatici, tra cui l’ambasciatore statunitense Sung Kim. “Sono nostre. Sono parte del nostro patrimonio nazionale”, ha aggiunto il presidente. Le campane, considerate dal popolo filippino come simbolo della lotta per l’indipendenza dai colonizzatori statunitensi, furono usate per segnare l’inizio dell’attacco dei militari filippini contro i soldati americani che occupavano Balangiga. L’attacco, nel quale furono uccisi 40 statunitensi, ha portato ad una rappresaglia da parte degli Usa, che hanno ordinato l’uccisione di tutti i maschi filippini sopra i 10 anni. Nonostante i diversi tentativi, fatti dal governo di Manila e dalla Chiesa Cattolica dalla metà degli anni ’90, le campane non sono ancora tornate in patria. Da quando è diventato presidente l’anno scorso, Duterte ha avuto un atteggiamento ostile nei confronti degli Stati Uniti, alleati da lungo tempo, mentre ha stretto sempre più i rapporti con Cina e Russia.