Due americani e un inglese morti nella battaglia di Raqqa. Erano coi curdi

Due americani e un britannico che combattevano con le forze curde sono morti nella battaglia per riconquistare Raqqa, la capitale dello Stato islamico (Isis) nel nord della Siria. Lo hanno annunciato qualche ora fa sul loro account Twitter i miliziani curdi siriani delle Unità di Protezione Popolare (Ypg). Gli americani Robert Grodt e Nicholas Warden e il britannico Luke Rutter sono tra i sei “martiri” caduti negli ultimi giorni sul fronte di Raqqa, hanno riferito le Ypg. Warden e Rutter sono morti il 5 luglio, mentre Grodt ha perso la vita il giorno successivo. Rutter, originario di Birkenhed, è stato ucciso il 6 luglio alla periferia sud di Raqqa, durante la battaglia per la liberazione della città dall’Isis. Rutter, che alla famiglia aveva raccontato di essersi arruolato nella Legione Straniera, è il quarto britannico rimasto ucciso combattendo lo Stato Islamico, da quando i primi volontari arrivarono in Iraq e in Siria nell’autunno del 2014. Secondo il Guardian, l’americano mortio insieme al giovane britannico sarebbe Robert Grodt, attivista californiano del movimento Occupy Wall Street. Intanto Mosca critica la Ue sulla Siria: “Siamo tutti consapevoli del ruolo svolto dall’Ue per alleviare le sofferenze del popolo siriano, ma ritengo che sia ora di considerare gli effetti umanitari delle sanzioni imposte dall’Ue e dagli Usa. Abbiamo già discusso di questa situazione con i colleghi, perché queste sanzioni hanno un impatto su prodotti vitali, come i farmaci: in Siria l’industria farmaceutica è sempre stata ben sviluppata ma ora non funziona, per effetto delle sanzioni dell’Ue e degli Usa”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, in conferenza stampa a Bruxelles.