Disoccupazione, i dati Istat allarmano i sindacati. L’Ugl: «L’Italia ha perso tempo»

Esprimono preoccupazione i sindacati e le associazioni di categoria dopo che l’Istat ha diffuso i dati sul lavoro, dai quali emerge che a maggio si è registrato un incremento della disoccupazione che è arrivata all’11,3% toccando un drammatico del 37% per quanto riguarda i giovani.

L’Ugl: «L’Italia ha perso tempo e risorse»

«Nulla di buono sul versante lavoro. Mentre l’Europa prova a ripartire, il nostro Paese resta faticosamente e pericolosamente indietro», ha commentato il segretario confederale dell’Ugl, Fiovo Bitti, sottolineando che «calano gli occupati e aumenta la disoccupazione, ad iniziare da quella giovanile». «Tutto ciò – ha aggiunto Bitti – è la dimostrazione plastica del fatto che in questi anni si sono persi tempo e risorse per inseguire risultati effimeri, mentre sarebbe servito ben altro: politiche industriali; investimenti per ridurre il gap territoriale; formazione e riqualificazione professionale; coinvolgimento del sindacato nella definizione delle strategie ad ogni livello, anche all’interno delle aziende».

La preoccupazione della Uil

Per il segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy, poi, «dopo l’improvvisa impennata a maggio delle richieste di cassa integrazione, desta preoccupazione la “frenatina” dei dati sull’occupazione». «La “non crescita” del tasso di occupazione (- 0,1%), termometro attendibile sull’andamento generale, unitamente all’arretramento degli occupati “stabili”, non può non preoccupare», ha aggiunto Loy, ricordando che «un intervento non a spot (bonus) bensì strutturale, come la riduzione del cuneo fiscale e previdenziale, può essere un sostegno a quelle imprese indecise se assumere o stabilizzare le persone». «Il sindacato – ha concluso – si aspetta dalla Legge di Stabilità segnali chiari verso questa direzione».

Confcommercio parla di «brutto dato»

E quello sull’occupazione è «un brutto dato» anche per Confcommercio, che sottolinea l’instabilità dell’economia italia. Da un lato, si legge in una nota dell’associazione di commercianti, «resta confermato il trend di miglioramento complessivo che interessa diverse variabili, dall’altro esistono ancora molte fragilità strutturali che contribuiscono a comprimere sia la dinamica del Pil, sia quella dei consumi, enfatizzando le debolezze del mercato del lavoro e determinando, in particolare, una costante difficoltà nel ridurre la vasta area della disoccupazione».