Diplomazia alle strette, Usa contro Cina e Russia: «Tengono per mano Kim Jong-un»

Che le scellerate iniziative militari – o meglio, missilistiche – del dittatore nordcoreano Kim Jong-un siano giustificate sul piano diplomatico dalle coperture più o meno esplicite di Russia e Cina non è certo un mistero per nessuno, am oggi, per la prima vera volta,  l’ambasciatrice americana al Palazzo di VetroNikki Haley, ha formalizzato l’accusa internazionale e esplicitato dubbi e sospetti di molti, fin qui ufficialmente taciuti da tutti.

Pyongyang, Usa contro Cina e Russia

Dunque, Stati Uniti all’attacco di Russia e Cina per il loro no a una risoluzione dell’Onu su nuove sanzioni alla Corea del Nord dopo il lancio, due giorni fa, di un missile intercontinentale: l’ennesimo provocatorio atto di Ciccio Kim e del suo scellerato entourage. E allora, nel corso di un’accesa riunione del Consiglio di sicurezza convocata d’urgenza su richiesta di Washington, l’ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Nikki Haley, ha accusato Mosca e Pechino di «tenere per mano» il leader nordcoreano Kim Jong-un. Con il test di un Icmb, Pyongyang «sta velocemente chiudendo la possibilità di una soluzione diplomatica», ha ammonito la Haley, avvertendo che gli Stati Uniti potrebbero ricorrere alle «nostre considerevoli forze militari se dovremo, anche se preferiamo non andare in questa direzione».

La posizione dell’Italia al Consiglio di sicurezza

A sostegno della posizione statunitense anche il nostro Paese – che siede al Consiglio di Sicurezza – e che, nel corso della riunione di ieri a New York, ha condannato nei termini più forti l’ultimo test missilistico nordcoreano, che rappresenta «una chiara, seria e crescente minaccia alla sicurezza internazionale ed al regime globale di non proliferazione. In questo contesto – ha detto il rappresentante italiano all’Onu, Sebastiano Cardi – l’Italia è pronta a lavorare con tutte le parti coinvolte su misure restrittive aggiuntive e significative».