Detroit, 50 anni fa la “rivolta della XII strada”: 43 morti, 7200 arresti (video)

Esattamente 50 anni fa, alle 3, 37 di mattina, iniziava a Detroit, nel Michigan, una delle più violente rivolte popolari della storia degli Stati Uniti d’America. Ancora oggi è ricordata come “la rivolta della XII strada”, perché iniziò in un bar di quella via, oggi, ribattezzata Rosa Parks boulevard. La sommossa, violentissima, causò 43 morti, 1200 feriti, di cui alcuni gravi, circa 7200 arresti e 2000 edifici distrutti. Incalcolabili i danni. Gli scontri durarono dal 23 al 26 luglio 1967, e furono utilizzati anche carri armati, oltre a paracadutisti e Guardia nazionale. Le cose andarono così: nelle prime ore del mattino vi fu un’irruzione della polizia in un bar, The blind pig, che era privo di licenza, ma era chiaro che la tensione era altissima in quel quartiere, Near West Side, e che il raid fu solo l’evento scatenante. Inizialmente fu uno scontro tra i clienti del bar e gli agenti, ma poi si trasformò in poche ore in una autentica sommossa, per stroncare la quale il governatore George Romney e il presidente Lyondon Johnson fecero ricorso alla Guardia nazionale e poi all’esercito. Nel circolo la polizia trovò un centinaio di afroamericani che stavano festeggiando il ritorno di due di loro dalla guerra del Vietnam, e decisero di arrestarli tutti. Un giovane, Walter Scott, in seguito raccontò di aver scagliato una bottiglia contro la polizia scatenando il tutto. Dopo che la polizia fu messa in fuga, la gente, alla quale si era unita anche una folla di curiosi, che iniziarono a saccheggiare i negozi vicini, distruggendo tutto quello che potevano. La rivolta della 12ma strada passa come rivolta afroamericana, ma in realtà anche moltissimi bianchi parteciparono ai disordini. La folla inizò a gettare gli arredamenti degli eidifci per strada e nel primo pomeriggio scoppiò il primo incendio, seguito da molti altri in varie parti della città Furono uditi numerosissimi colpi di arma da fuoco, anche perché molti negozi armi furono depredati. La rivolta, dopo un’iniziale esitazione della stampa per evitare emulazioni altrove (che ci furono comunque), ebbe ben presto una copertura mediatica notevole, tanto che il Detroit free press vinse in seguito il Premio Pulitzer per la copertura mediatica dell’evento. Solo dal lunedì si capì la portata della rivolta, seconda solo a quella di Los Angeles del 1992, e reparti dell’esercito iniziatrono ad affluire in città mentre si compivano gli arresti, l’80 per cento dei quali in effetti riguardò afroamericani. Non c’era spazio nelle prigioni, così si dovette ricorrere a celle improvvisate. Martedì arrivarono cinquemila parà delle forze speciali, fatti a segno da colpi sparati da cecchini, così come capitò a molti pompieri che tentavano di spegnere gli incendi. In seguito i rivoltosi denunciarono molti abusi e maltrattamenti di prigionieri da parte della polizia. Come accennato, furono utilizzati tank e mitragliatrici, ma mentre la Guardia nazionale, inesperta e violenta, non si dimostrò all’altezza della situazione, uccidendo ben 11 persone, i veterani del Vietnam non uccisero nessuno e riuscirono a riportare l’ordine in 48 ore. Il 28 le truppe iniziarono a ritirarsi e il 29 il ritiro era completato. Emarginazione, povertà, rifiuto dell’integrazione furono tra le cause scatenanti della rivolta, ma va anche detto che la 12ma strada era abitata dagli afroamericani più estremisti. Dei 43 morti, 33 erano neri e 10 bianchi. Ai fatti della XII strada sono stati dedicati articoli, documentari, ballate, film, e ad agosto uscirà un docufilm su quei giorni, Detroit, diretto da Kathryn Bigelow, per chi ne voglia sapere di più.