Dell’Utri malato è ancora in carcere, ma forse si apre uno spiraglio

È stata anticipata al 13 luglio l’udienza del Tribunale di sorveglianza per l’esame del caso di Marcello Dell’Utri. L’udienza era inizialmente fissata per il 21 settembre, a cinque mesi da quando la difesa aveva depositato l’istanza di sospensione della pena per motivi di salute. Un tempo giudicato troppo lungo anche dal Garante per i detenuti, Stefano Anastasia, che a fine giugno si è recato a Rebibbia a far visita all’ex senatore di Forza Italia, le cui condizioni di salute sono giudicate «particolarmente critiche». Il quadro clinico di Dell’Utri, che tra l’altro è affetto da una grave cardiopatia ischemica cronica, è stato giudicato «grave, per le pluripatologie diagnosticate» dallo stesso medico del carcere.

Dell’Utri ha già scontato metà della pena

A dare la notizia dell’anticipazione dell’udienza del Tribunale di sorveglianza è stato l’azzurro Massimo Elio Palmizio, coordinatore regionale di FI in Emilia-Romagna e storico amico di Dell’Utri, che ha accolto la decisione con «grande soddisfazione». «Finalmente un’accelerazione che potrebbe portare a un atto di giustizia, a mio modo di vedere, dovuto», ha commentato Palmizio, ricordando che Dell’Utri, che ha già scontato metà della pena, «ha 76 anni e soffre di patologie certificate da numerosissimi esami clinici, confermate dai medici di Rebibbia e controllate anche dal Garante dei detenuti del Lazio».

«Gli sia consentito di curarsi fuori dal carcere»

Palmizio, poi, è voluto entrare anche nel merito della vicenda giudiziaria dell’ex senatore azzurro, parlando di una pena «inflittagli per un eventuale reato tuttora inesistente nel nostro codice penale, un reato normato in via giurisprudenziale dalla Corte di Cassazione, ma normato in anni posteriori alle condotte a lui attribuite. E quindi arrestato, processato e incarcerato sulla base di reati a quel tempo inesistenti e assolto dalla stessa accusa per gli anni in cui il reato più o meno sarebbe esistito». «Di più, la sentenza della Cedu (Corte europea dei diritti dell’uomo, ndr) sul caso Contrada, identico a quello di dell’Utri, che ha affermato che Contrada non doveva essere processato perché il reato non esisteva, non ha fatto giurisprudenza in Italia per un indecente rimpallo di responsabilità tra magistratura e ministero», ha aggiunto Palmizio, per il quale comunque «al di là di questo Marcello è malato, grave, e le perizie mediche e lo stesso medico del carcere lo confermano inequivocabilmente». «È giunta l’ora – ha concluso l’esponente di Forza Italia e amico di Dell’Utri – che il tribunale di sorveglianza ne prenda atto e gli consenta di curarsi fuori dal carcere».