Delirio antifascista su Twitter: c’è la lista dei “compagni” colpevoli di dialogare con i “neri”

Nel fervore antifascista di queste ore il gruppo di Wu Ming Foundation è attivissimo su Twitter. E denuncia come – a loro avviso – sia tutta colpa del Pd se i “fascisti” sono stati pian piano legittimati e neanche tanto sotto traccia. Insomma,sono stati quelli del Pd ad aprire “autostrade” al fascismo. Come? Partecipando a dibattiti nelle sedi di CasaPound. Pericolosissimo, il dialogo, per gli antifascisti. Wu Ming rimpiange evidentemente gli anni Settanta, quando vigeva il più rigido ostracismo contro i “neri”.

Ecco dunque la lista della “vergogna” esibita da Wu Ming che linka un articolo in proposito del 2016 che viene continuamente aggiornato con nuovi dati. Si cita un incontro a Latina in cui Simone Di Stefano partecipa a un’iniziativa dei giovani democratici, poi c’è la foto di esponenti locali del Pd fiorentino all’inaugurazione di un giardino. Uno scatto di gruppo dove è presente (oltraggio!) anche il coordinatore cittadino di CasaPound Saverio Di Giulio. Quindi si prende di mira Ivan Buttignon, che va a presentare libri nella sede di CasaPound a Roma. Colpevole dello stesso “reato” anche il portavoce della piddina Raffaella Paita, Simone Regazzoni. Anche a Padova c’è chi è entrato nella sede di CasaPound per un convegno: gli strali di Wu Ming si concentrano in questo caso su Pompeo Volpe,anche lui esponente locale del Pd. E poi c’è Valerio Pisaniello che a Cervinara (Avellino) partecipa a un incontro organizzato dai fascisti. E poi nella lista nera c’è il sindaco dem di Bolzano che ha detto di non avere preclusioni verso CasaPound pur dichiarandosi distante. E ancora un tizio del comitato proRenzi di Gorizia, Luca Urizio,  che ha addirittura condiviso su Fb un pezzo del giornale online Il Primato nazionale. Guai poi a quei dirigenti del Pd che si sono recati alla foiba di Basovizza. Ce n’è anche per Debora Serracchiani, per via della famosa frase sulla violenza sessuale più odiosa se la commette un migrante accolto nel nostro paese e per Maria Elena Boschi, che disse che la sinistra che votava No al referendum era come CasaPound. E non viene dimenticata Roberta Pinotti, per l’omaggio all’aviatore fascista Luigi Gnecchi.

Ecco pronto l’elenco degli “sdoganatori” del fascismo. Meno male che con il loro delirio Wu Ming vigila sulla nostra democrazia e, insieme a Fiano, si impegna a riportare indietro l’orologio della storia. Magari al tempo in cui si pensava e si proclamava che “uccidere un fascista non è reato”. Bei tempi no? Ma queste nostalgie non sono pericolose…