Corsa contro il tempo in Parlamento: l’emergenza del Pd è la legge antifascismo…

La corsa contro il tempo, in Commissione Giustizia della Camera, è già iniziata: c’è da approvare, prima della pausa estiva, un provvedimento che viene incontro alla grande emergenza del Paese: l’antifascismo. Ovvero, la vendita dei gadget fascisti sul web, gli slogan in rete in favore del Duce, perfino l’accenno di un braccio alzato per un eventuale saluto romano.

Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere: invece è tutto vero. La Commissione Giustizia della Camera sta esaminando il nuovo articolo 293-bis del codice penale, su iniziativa del deputato del Pd Emanuele Fiano. Una legge che crea l’aggravante della precedenti leggi sull’apologia del fascismo, la Scelba, risalente al dopoguerra, per ” propaganda del regime fascista e nazifascista commessa attraverso strumenti telematici”.

Aumento di un terzo della pena, già punita con la reclusione da sei mesi a due anni, per chi fa propaganda fascista su siti Internet o “merchandising on line” dei gadget e degli altri beni chiaramente riferiti al ventennio. Per non parlare di immagini di saluti romani. Il parlamentare del Pd chiede infatti che la legge Scelba varata nel dopoguerra e che punisce l’apologia del fascismo diventi a pieno titolo una norma del Codice penale italiano. Contro questa “censura fascista degli antifascisti” si era scagliato,qualche mese fa, Stenio Solinas sul Giornale. “Che a settant’anni dalla caduta del Fascismo – scrive Solinas –  girino ancora questi chiari di luna illiberali, fa capire come certa politica sia dissociata non solo dalla realtà, ma anche dal buon senso. Fa altresì capire come il baloccarsi con idee fisse tramuti le fissazioni in ossessioni. Un Paese civile è un Paese che non ha paura del suo passato, che nel bene come nel male è la sua storia, ovvero la sua identità”.