Clandestini, Vienna fa dietrofront a parole: i blindati sono già al Brennero

L’Austria cerca di ricucire con l’Italia, dopo la crisi esplosa nelle ultime ore a seguito delle dichiarazioni secondo cui Vienna avrebbe inviato militari e mezzi blindati al confine per bloccare il flusso di migranti. “Non stiamo dispiegando blindati al Brennero e posso sottolineare ancora una volta che la cooperazione con l’Italia è veramente buona”, ha detto il cancelliere austriaco Christian Kern in una conferenza stampa a Vienna, durante la quale ha bollato come un “equivoco” la crisi esplosa ieri con l’Italia. Tra l’altro, ha aggiunto Kern, che ha parlato con al fianco il ministro della Difesa Hans Peter Doskozil, responsabile delle affermazioni contestate ed a seguito delle quali la Farnesina ha convocato ieri l’ambasciatore austriaco a Roma, “in questo momento non ci sono indicazioni secondo cui le autorità italiane non hanno il controllo della situazione” al confine. Citato dal giornale online Krone, Doskozil aveva annunciato ieri che l’Austria imporrà “molto presto” controlli e dispiegherà soldati al confine con l’Italia se non si ridurrà il flusso di migranti in arrivo sulle coste italiane. In realtà, secondo il quotidiano austriaco, 750 soldati e quattro veicoli blindati sarebbero già stati mandati al Brennero lo scorso fine settimana. L’Italia aveva duramente criticato i preparativi dell’Austria per una possibile gestione militare delle frontiere austriache al Brennero e persino minacciato di ricorrere alle procedure comunitarie. Il presidente del Parlamento Ue vuole risolvere la crisi in materia di asilo in modo diverso. Secondo Antonio Tajani, l’Europa deve sostenere i Paesi africani di origine dei migranti. “Abbiamo proposto che 6,4 miliardi di euro siano utilizzati per questo scopo”, ha detto Tajani.
Ma per il cancelliere Christian Kern l’Austria ha deciso un piano di emergenza per un possibile caso di necessità. In ogni caso, per i regolamenti di Schengen, una chiusura delle frontiere è tutt’altro che semplice. Tra i membri dello spazio Schengen, a cui l’Austria e l’Italia aderiscono, la libertà di viaggio è sempre valida. Una sospensione del programma necessita l’approvazione della Commissione europea e dei Paesi partner. La migrazione in sé non è ufficialmente motivo di sospensione, ma uno “stato di emergenza” per la crisi dei rifugiati esiste fin dall’autunno 2015. La crisi ha portato cinque Paesi – Austria, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia – a intensificare i controlli alle frontiere. Per l’Austria particolari controlli sono con il confine con l’Ungheria e la Slovenia. A metà maggio è stato nuovamente prorogato per altri sei mesi. L’Italia, a quanto pare, non si è accorta di nulla: dopo un colloquio telefonico di Gentiloni con Kern, fonti di Palazzo Chigi “prendono atto”  della correzione di rotta da parte del governo austriaco rispetto all’ipotizzato dispiegamento di uomini e mezzi al confine del Brennero. La collaborazione tra le forze di polizia – sottolineano le stesse fonti – produce ottimi frutti e si basa sul rispetto da entrambe le parti delle regole europee, senza alcun bisogno di truppe o mezzi militari da schierare alla frontiera.