Civitavecchia si ribella: non vogliamo diventare un hotspot per clandestini

Civitavecchia non è nelle condizioni di diventare un hotspot per l’accoglienza dei migranti”. Così il sindaco di Civitavecchia grillino Antonio Cozzolino in un post su Facebook. “Questa mattina ho ribadito con decisione tutte le mie perplessità che spaziano su diversi settori, e sulle quali non ho ricevuto rassicurazioni ma solo dei generici poi vedremo – prosegue il sindaco – Nella pesante assenza del presidente di AdSP Di Majo, che trovo incomprensibile visti gli argomenti sul tavolo, è stata la segretaria generale Macii a supportarmi nell’evidenziare l’inidoneità dei luoghi proposti, ossia la banchina 28 e gli esigui spazi limitrofi”. “Il porto non è pronto per accogliere un hotspot e se il Ministero continuerà con decisione su questa pericolosa strada, dovremo affrontare un’emergenza difficile, se non impossibile, da gestire”, sottolinea. “Invito il ministro Minniti a rivedere la sua decisione che non tiene affatto conto del contesto territoriale – aggiunge – ricordando che la città ha deciso di fare doverosamente la sua parte in materia di accoglienza aderendo al programma Sprar per il quale delibereremo a settembre”. “Mi viene da pensare alle interferenze con il traffico auto, con possibili ricadute occupazionali in negativo sul territorio – prosegue Cozzolino – alle nuove incombenze che graveranno sui servizi sociali, che non avranno personale e risorse per svolgere al meglio il loro lavoro, alla Polizia Locale, che non avrà uomini per gestire le nuove criticità di traffico, all’ospedale San Paolo, che subirà un aggravio di lavoro e che già ora è in difficoltà nel venire incontro alle esigenze del territorio, all’acqua, con il presidente della Regione Lazio che ha richiesto lo stato di calamità naturale”. “Inoltre potrebbero esserci ulteriori problemi legati alla sicurezza di tutta la struttura: non capisco infatti, come si sposi questa decisione con quella che, neanche un anno fa, ha visto innalzare il livello d’allerta per il porto al massimo previsto – prosegue – Sono troppi i punti interrogativi rimasti irrisolti, e capisco che il Prefetto debba rispondere alle direttive del Ministero ma come primo cittadino ho il dovere di segnalare che Civitavecchia ed il suo porto non sono nelle condizioni di rispondere a quanto richiesto”. E già iniziano le richieste di chiarimenti: “Si convochi subito un consiglio comunale urgente sulla tendopoli nel porto per gli immigrati. Il sindaco deve riferire al consiglio e alla città. Si tratta di un onere inaccettabile per il porto e Civitavecchia”. Lo dichiara il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso. “È impensabile – aggiunge Grasso – che il Porto di Roma, il primo scalo crocieristico italiano, presenti come biglietto da visita ai milioni di turisti in arrivo da tutto il mondo una tendopoli allestita su una banchina all’ingresso del porto, togliendo inoltre spazi vitali in questo momento per i traffici merci e per l’occupazione. Anziché chiudere i porti si sono aperte le porte a un flusso indefinito nella durata e nell’intensità e che farà ancora una volta sostenere a Civitavecchia un peso ben oltre le proprie possibilità – prosegue -. Senza contare le problematiche di tipo sanitario, visto che si tratta di navi che arrivano direttamente dall’Africa, di sicurezza e di ordine pubblico, dato che non è chiaro neppure lo status che assumeranno i migranti dopo l’identificazione e quali saranno le loro possibilità di movimento in attesa di essere trasportati altrove. Ogni sbarco interesserà alcune centinaia di persone, quindi avremo una tendopoli da oltre 1000 migranti che resteranno sulle banchine chissà quanto tempo, visto che sarà materialmente impossibile visitare, intervistare e identificare più di un centinaio di persone al giorno”. “La città, Sindaco in testa, – conclude Grasso – deve dire no a questa ennesima imposizione calata dall’alto, visto che a Roma non c’è nessuno che sembri rendersi conto almeno del fatto che il porto di Civitavecchia è la seconda porta di accesso alla Capitale del Paese e che una immagine simile è impresentabile al mondo e insostenibile per i cittadini di Civitavecchia”.