Charlie, «Viene solo se poi staccate la spina»: il ricatto di Londra ai medici italiani

Non si fermano i tentativi di portare il piccolo Charlie Gard in Italia. Come confermano dall’ospedale Bambino Gesù di Roma, alcuni medici della struttura, che in passato si sono occupati di casi di bimbi con malattie senza diagnosi o terapie, sono in contatto con esperti statunitensi per la messa a punto di un protocollo sperimentale mirato, destinato al piccolo affetto da una malattia rarissima e ricoverato a Londra.

I medici italiani al lavoro per Charlie

Qualcosa, secondo i medici italiani, sarebbe ancora fattibile. Non certo per una guarigione, ma per assistere al meglio il bimbo e cercare di rispettare i desideri della famiglia. Sul protocollo vige il riserbo, ma intanto c’è stato un altro contatto fra la struttura pediatrica del Gianicolo e l’ospedale di Londra in cui Charlie è ricoverato da mesi. A quanto si apprende, il Great Ormond Street Hospital ha esplicitato i motivi legali che impediscono il trasferimento del piccolo: si tratta delle sentenze di due corti britanniche e della Corte europea per i diritti dell’uomo.

Svelati gli «ostacoli legali» al trasferimento

Secondo la struttura londinese, il trasferimento di Charlie a Roma sarebbe possibile a patto che il Bambino Gesù sia disposto ad eseguire la sentenza, che impone di staccare i macchinari che tengono in vita il bimbo. Dall’ospedale guidato da Mariella Enoc il rifiuto è stato netto. L’intenzione dei sanitari del Bambino Gesù è, infatti, quella di assicurare l’assistenza al bimbo fino alla fine. Intanto proseguono i contatti, a vari livelli, per cercare di superare questa fase di impasse.