Charlie, Meloni: «Medici, siate persone e non burocrati. Fatelo tornare a casa»

Adesso che non c’è più niente da fare, che i genitori di Charlie Gard hanno chiuso la battaglia legale iniziata mesi fa per trasferire negli Usa il loro figlioletto, colpito da una rara malattia genetica che si chiama sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, vogliono poterlo portare a casa. Vogliono trascorrere con lui alcuni giorni insieme, gli ultimi,tra le mura di casa, prima di dirgli addio. Definitivamente. Ma i medici sono contrari e pare che l’ultima diperata richiesta non possa essere esaudita. L’appello di Giorgia  Meloni dal suo profilo Fb è accorato e commovente, «Connie e Chris Gard, i genitori del piccolo Charlie, neonato di 11 mesi affetto da una rara malattia, si sono arresi. Hanno rinunciato alla battaglia legale per provare a trattare il loro piccolo con delle cure sperimentali perché, dicono, si è perso troppo tempo. Per Charlie non c’è più nulla da fare.  Così verranno staccate le macchine che tengono in vita il bambino. Charlie morirà».

Meloni: “Abbiate pietà per questa famiglia”

«Come madre, non riesco neanche a immaginare quanta forza ci voglia a prendere una decisione del genere. Provo un rispetto e una pietà profonda per questi due genitori, e provo una rabbia profonda per il comportamento del Great Ormond Street Hospital. Per non aver voluto prendere in considerazione la possibilità delle cure sperimentali, per aver permesso che si perdesse tempo prezioso in drammatiche cause legali, ma soprattutto per non voler ora, di fronte al peggiore inferno che un genitore possa affrontare, accogliere l’unica richiesta della mamma e del papà di Charlie hanno fatto: che il piccolo possa tornare a casa per trascorrere lì i suoi ultimi giorni, in un ambiente caldo, circondato da chi lo ama, invece che in una fredda stanza di ospedale tra macchine e sconosciuti. Basta scuse, basta no, basta “non si può fare”. Per un minuto, signori medici del GOSH, siate persone e non burocrati, abbiate pietà per questa famiglia e per il suo punto di non ritorno».

Le ragioni di due cuori disperati

Ricordiamo che la vita del bambino è legata a un impianto di ventilazione che necessita di strumenti che solo una struttura sanitaria può offrire e che non possono essere trasferiti a casa della famiglia Gard. «È nell’interesse stesso di Charlie – hanno aggiunto i medici – che gli sia garantita una morte serena e in pace, senza correre il rischio di complicazioni». Certo, la ragione dice questo. Ma le ragioni di due cuori straziati di fronte alla morte certa del loro piccolo non fa troppe distinzioni. Il destino di morte è già calato sul loro piccolo. Volerlo a casa per trascorrere insieme le sue  le sue ultime ore in un ambiente familiare sarà forse inutile e dannoso per la logica, ma per una famiglia arrivata al “punto di non ritorno” è l’unico sollievo che resta.