Charlie, il tempo sta per scadere e nessun ospedale inglese vuole accoglierlo

In attesa che l’Alta Corte britannica decida domani sul destino del piccolo Charlie Gard, il rapporto tra i genitori del bambino e il Great Ormond Street Hospital sembra ormai del tutto compromesso. Lo riferisce la stampa britannica, riportando che in questi giorni sono stati fatti dei tentativi per trasferire Charlie in un’altra struttura, ma al momento nessun ospedale inglese ha accettato di accoglierlo.

I genitori di Charlie «si sentono fregati»

Lunedì il tribunale aveva concesso tempo fino alle 14 di oggi (le 15 in Italia) ai genitori del piccolo, Chris Gard e Connie Yates, per fornire nuove prove che una terapia sperimentale possa effettivamente migliorare la qualità della vita del figlio. Un ultimatum che difficilmente i genitori riusciranno a rispettare, visto che era stato chiarito fin dall’inizio – e fatto presente al giudice – che i risultati delle nuove ricerche non sarebbero arrivati prima del 21 luglio. Una fonte vicina alla famiglia, scrive il Telegraph, ha riferito che i Gard erano sconvolti da questo ultimatum di 48 ore. «Sentono di essere stati fregati, non credono di avere abbastanza tempo per mettere insieme queste nuove informazioni», ha riferito la fonte. 

Il tempo sta per scadere

Se il giudice dell’Alta Corte non sarà convinto dal materiale fornito dai genitori del bambino, nell’udienza di domani ordinerà che il macchinario che tiene in vita Charlie venga spento. Non è ancora chiaro, al momento, se per i genitori di Charlie ci sarà la possibilità di appellare la decisione del giudice. I precedenti appelli, compreso quello alla Corte Suprema e alla Corte europea, hanno avuto esiti negativi. Il piccolo Charlie, 11 mesi, soffre di una malattia rarissima, la sindrome da deplezione del dna mitocondriale, della quale si conoscono solo 16 casi al mondo. Sia dagli Usa che dall’Italia sono state offerte terapie sperimentali, ma l’ospedale inglese nel quale è ricoverato ritiene che questi trattamenti siano inutili per Charlie, che sta subendo danno cerebrali irreversibili.