Charlie è ancora in vita, ma non si sa fino a quando. Appello del Papa (video)

E’ ancora in vita il piccolo Charlie Gard, il bimbo di dieci mesi cui doveva essere staccata la spina contro il volere dei genitori e la cui storia ha commosso il mondo. I medici del Great Ormond Street Hospital dove il bimbo di dieci mesi è ricoverato hanno concesso più tempo ai genitori per salutare il loro figlio condannato a morte da una rara malattia. Non si sa quando i macchinari saranno staccati. Anche papa Francesco, in un tweet, ha fatto riferimento alla vicenda di Charlie, scrivendo che “Difendere la vita umana, soprattutto quando è ferita dalla malattia, è un impegno d’amore che Dio affida ad ogni uomo”. 

La malattia di cui soffre il bimbo è la sindrome genetica da deperimento mitocondriale, che causa il progressivo indebolimento muscolare e che non lascia speranze di vita al piccolo. Secondo i medici del Great Ormond Street Hospital, dove Charlie vive in terapia intensiva da allora, non esistono cure. I genitori si erano comunque attivati per garantire al figlio la possibilità i accedere ad una terapia pionieristica negli Usa (sperimentata solo sui topi), raccogliendo 1,2 milioni di sterline ma nel frattempo le condizioni del piccolo si sono aggravate. Come è possibile leggere sul sito dell’Osservatorio delle malattie rare “la sua encefalopatia epilettica aveva creato un danno celebrale grave e irreversibile, per cui il trattamento sperimentale avrebbe potuto  causare sofferenze al piccolo senza speranza di alcun beneficio”. I medici inglesi hanno dunque comunicato di voler staccare le macchine che tengono in vita il bambino ed è stato proprio l’ospedale a rivolgersi all’Alta Corte di Giustizia di Londra per fermare il proposito dei genitori di procedere comunque con la cura sperimentale. I genitori del piccolo non hanno accettato la sentenza dei giudici inglesi e si sono appellati alla Corte dei diritti dell’Uomo, che ha dato loro torto. Ora il loro ultimo desiderio è di portare a casa con loro il piccolo Charlie attendendo la fine della sua breve vita.