Caso Fincantieri, battaglia navale Italia-Francia: e il titolo crolla in borsa

Battaglia navale tra Italia e Francia, che sono ai ferri corti sull’acquisizione di Stx France da parte di Fincantieri che, intanto, ha subito un effetto negativo eed è affondato in Borsa, dove è arrivata a perdere in mattina quasi il 13 per cento. Così, dopo il no del governo italiano alla proposta transalpina di uno schema alla pari – 50 e 50 – per il controllo dei cantieri di Saint-Nazaire, il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, è tornato a rincarare la dose lanciando un ultimatum all’Italia. «Noi vogliamo mantenere un controllo paritario dei cantieri navali di Stx France con i nostri amici italiani. Ma se rifiutassero la proposta onesta che gli è stata fatta, lo Stato eserciterà il suo diritto di prelazione». Insomma, la Francia è pronta a nazionalizzare i cantieri affacciati sulla Loira pur di non cedere il controllo al gruppo triestino.

L’attacco di Padona e Calenda a Macron

Tra Roma e Parigi è dunque braccio di ferro per il controllo dei cantieri Stx, che Fincantieri ha acquistato all’asta presentando l’unica offerta degna di aggiudicazione. Sotto la presidenza Hollande si era giunti a un accordo che avrebbe visto un nocciolo di azionisti italiani alla maggioranza assoluta (66,7%) e il governo italiano ha sempre sostenuto che fosse un patto vincolante. Ma uno dei primi passi di Macron è stata  la richiesta di ridiscutere quella intesa. Questa volta pare che la risposta italiana sia perentoria, arrivata per vie ufficiali dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha sostanzialmente ribadito le posizioni di chiusura già espresse  dopo aver preso atto «con rammarico dell’orientamento del governo francese ad esercitare il diritto di prelazione su Stx». «L’attuale esecutivo francese – ha sottolineato Padoan – ha deciso di cancellare accordi già presi sulla presenza di Fincantieri nella compagine sociale di Stx. Abbiamo dato la nostra disponibilità ad ascoltare le esigenze del nuovo governo, ma non c’è nessun motivo per cui Fincantieri debba rinunciare alla maggioranza e al controllo della società francese».

L’ad Bono: “Non siamo meno dei coreani”

La palla ora passa all’Italia, che ha poco tempo per decidere, perché la deadline dei 60 giorni, entro la quale i francesi possono esercitare la loro prelazione, scade il 29 luglio. «Difficile fare previsioni al momento – si legge sul Sole 24ore – Quel che è certo è che l’Italia non è disposta ad accettare un compromesso al ribasso come ha rimarcato  Padoan e come ha spiegato anche Carlo Calenda (Sviluppo Economico) : «Su Stx siamo stati chiari fin dal principio. Il precedente governo francese ha chiesto a Fincantieri di interessarsi, e Fincantieri lo ha fatto con un progetto industriale solido che ha alcune condizioni fondamentali». Queste condizioni, ha proseguito il titolare dello Sviluppo Economico, « sono conosciute dal Governo francese, dal precedente che ha firmato un accordo e dall’attuale: non abbiamo nessuna intenzione di andare avanti se queste condizioni non ci sono». Sulla vicenda è intervenuto anche l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, che l’acquisizione di Stx France da parte di Fincantieri “potrebbe portare a confermare per l’Europa la possibilità di competere nel mercato mondiale”. E ha aggiunto: “Siamo italiani ed europei ma non possiamo accettare di essere trattati meno dei coreani. Mi piace sottolineare che negli ultimi anni Fincantieri ha consegnato 50 navi da crociera contro le 12 di Saint-Nazaire, e nel frattempo Stx France ha cambiato proprietà ben tre volte”.