Caso Charlie, attesa per la sentenza che deciderà la sorte del bimbo

Il piccolo Charlie Gard non potrà lasciare il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato per la cura di una grave malattia rara, per sottoporsi a visite mediche negli Usa «senza un ordine della Corte» inglese. La notizia, che non mancherà di innescare nuove polemiche, è stata confermata dal giudice Nicholas Francis durante la seduta tecnica tenutasi all’Alta Corte dopo il consulto medico tra lo specialista statunitense Michio Hirano e l’esperto italiano del Bambino Gesù di Roma, Enrico Silvio Bertini.

Solo la Corte può autorizzare il viaggio negli Usa

Una precisazione, questa della magistratura, resasi necessaria a seguito della mossa del Congresso Usa di concedere la residenza legale permanente a Charlie e alla sua famiglia. Intanto, la battaglia legale tra i genitori di Charlie, che vogliono portare il figlio negli Usa, e i medici dell’ospedale londinese, che invece giudicano un’ulteriore sofferenza la trasferta americana, si avvia verso l’epilogo finale, cui è legata la sorte del bambino: le prossime udienze sono fissate per lunedì e martedì prossimi, 25 luglio, giorno in cui Francis spera di poter emettere la sua sentenza.

Martedì si deciderà della vita di Charlie

Il clima è tesissimo, con i i legali delle rispettive parti – famiglia e ospedale – che si fronteggiano a colpi di «nuove evidenze», cioè di quei nuovi elementi che il giudice ha chiesto ai genitori di Charlie come prova tangibile che il trasferimento del piccolo negli Usa sia legata ad una prospettiva concreta di cura e non, invece, alla disperata, seppur comprensibilissima, volontà di tenerlo in vita al di là di ogni ragionevole speranza. Facile a dirsi, impossibile a farsi. Anche per questo, il giudice Francis ha stabilito che per i genitori (e per lo stesso Hirano) sarà possibile, se lo vogliono, portare ulteriori prove orali all’udienza cruciale della prossima settimana.