Bracciano, i geologi contro Zingaretti: reti fatiscenti, 67% di acqua si perde

La mancanza di piogge? La siccità? Non solo. Le cause dell’attuale situazione del Lago di Bracciano e della necessità di attuare un piano di razionamento della fornitura dell’acqua anche per la Capitale sono prima di tutto altre: i prelievi abusivi e le reti idrauliche fatiscenti.
Dopo la decisione unilaterale di Zingaretti di impedire ad Acea il prelievo dal Lago di Bracciano lasciando mezza Capitale senz’acqua, l’Ordine geologi del Lazio rinvia la palla nel campo del presidente, Pd, della Regione Lazio, accusandolo, in buona sostanza, non solo di non aver studiato prima, «in tempo di pace», un piano di razionamento ragionato. Ma, ancor di più, di non aver adeguatamente vigilato sui prelievi abusivi e sui pozzi abusivi che possono essere, in primis, le cause dell’attuale situazione del Lago di Bracciano. E, soprattutto, di non aver messo mano a quelle reti idriche, gestite dalla Regione, talmente disastrate che su 100 litri di acqua, se ne perdono 67 per strada. Un dato imbarazzante per il Pd  Zingarettipresidente della Regione Lazio da 4 anni e mezzo. Come mai, c’è da chiedersi, Zingaretti non ha provveduto su quelle di competenza della Regione?

«E’ necessario, prima di tutto, tenere conto del fatto che attualmente è un periodo di grande emergenza, di carattere eccezionale – dice Roberto Troncarelli, presidente dell’Ordine geologi del Lazio spiegando l’evoluzione del fenomeno – E’ una siccità che perdura da mesi e i terreni sono talmente secchi da diventare impermeabili e per alimentare le falde acquifere c’è bisogno non tanto di una pioggia abbondante, ma di più piogge di modesta entità in un periodo di tempo più lungo».

«Manca quindi l’acqua per i cittadini, manca l’acqua per gli agricoltori impegnati, in particolare vicino al Lago di Bracciano, nelle colture di nocciole – continua Troncarelli – Concordo nella necessità di un piano di razionamento che però, a mio avviso, doveva essere studiato per così dire “in tempo di pace”».

«E’ importante evidenziare che le percentuali dei prelievi non sono e non possono essere del tutto precise, – spiega ancora Troncarelli – dato che non tengono conto dei prelievi abusivi, dei pozzi intorno al lago non denunciati, che non sono pochi e vanno a impoverire le falde che alimentano il bacino di Bracciano. Quindi ribadisco un quadro esatto dei prelievi è impossibile».

«E qui entra in ballo la burocrazia – continua il presidente dell’Ordine dei Geologi della Regione Lazio – perché l’iter per denunciare la creazione di un pozzo è talmente farraginosa, lunga e complicata che in tanti preferiscono farlo abusivamente. E i controlli che vengono effettuati non sono sufficienti. Perciò prosegue Troncarelli – senza l’esatta percentuale di prelievi non è neanche possibile fare un piano di razionamento, non si può decidere una regolamentazione senza avere numeri più precisi possibile».

«C’è inoltre da tenere conto delle condizioni di conservazione della rete idraulica, degli impianti dove scorre l’acqua e arriva in città – sottolinea il presidente dell’Ordine geologi del Lazio – Strutture fatiscenti con ingenti perdite di acqua. L’ultimo dato è che su 100 litri di acqua il 67% si perde per strada, lungo i condotti e i collettori in pessime condizioni».

«Credo sia necessario un piano a lungo termine, da studiare in tempi di non emergenza, come anche ad esempio stoccare grandi quantità d’acqua in serbatori sotterranei, – conclude – che durante l’inverno non determina sofferenza e sarebbe invece d’aiuto in tempi come questi di grande siccità».

Tempi come quelli del 2003 quando il Lago di Bracciano si presentava – e lo certificano le foto pubblicate dal sito del Movimento 5 Stelle di Bracciano molto peggio di oggi.

Dal canto suo Zingaretti fa sapere, attraverso un comunicato ufficiale della Regione Lazio, che lo stop ai prelievi intimato ad Acea è dovuto alla violazione delle prescrizioni.

«Un decreto del ministero dei Lavori Pubblici – sostengono dalla Regione Lazio – ha concesso all’Azienda Comunale Elettricità Acque – Acea di prelevare acqua dal Lago di Bracciano per usi potabili, assicurando comunque il mantenimento delle escursioni del livello del lago nell’ambito di quelle naturali. Per  tale ragione, proprio nella relazione generale del progetto del Nuovo Acquedotto del lago di Bracciano, redatto dalla stessa Acea, si definiva il livello idrometrico minimo concesso per le captazioni, fissandolo a metri 161,90 sopra il livello del mare e si prescriveva quanto segue: “verranno inserite le saracinesche di apertura e chiusura ed un sifone idraulico che provveda a disinnescare automaticamente le condotte, non appena il livello dell’acqua scende sotto la quota minima di m 161,90”. Attualmente il livello del lago di Bracciano è al di sotto di questa quota minima prefissata, e ancor più lontano dallo zero idromedrico che corrisponde a quota 163,04».