Bossi condannato, Maroni: «Sfruttato dopo l’ictus». Salvini: «Roba del passato»

La condanna del giudice monocratico dell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano a Umberto Bossi –  due anni e tre mesi di reclusione – non ha colto di sorpresa i vertici della Lega, che però preferiscono non infierire sulle disavventure giudiziarie del senatùr. Insieme con Umberto è stato condannato anche Renzo Bossi a un anno e sei mesi e l’ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito a due anni e sei mesi di reclusione, tutti colpevoli di appropriazione indebita, accusa in alcuni capi d’imputazione cambiata in tentata e per altri episodi prescritta. Secondo la procura, Bossi avrebbe utilizzato i fondi del partito per spese personali. La condanna, Renzo Bossi, se l’aspettava. Lo dice lo stesso secondogenito dell’ex leader leghista. «Ci aspettavamo questa condanna. E solo il primo grado ma andiamo avanti», dice Renzi Bossi quasi rassegnato. Per il resto il figlio del fondatore della Lega dichiara che il partito “non mi ha mai pagato le multe, tutte rateizzate da me nel 2013, ne’ la laurea in Albania dove non sono mai stato”. Per l’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, la condanna “è una sentenza ingiusta, voglio proprio vedere le motivazioni”. Sul fronte politico, invece, commentano in due. «Mi spiace per Umberto, persona straordinaria. Mi spiace per lui, non per quelli che hanno sfruttato lui e la sua malattia in modo vergognoso», scrive via Twitter il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. «La condanna a Bossi? Dispiace dal punto di vista umano. Fa parte però di un’altra era politica. La Lega ha rinnovato uomini e progetti», dichiara invece il segretario della Lega Matteo Salvini.