Bombardieri Usa sorvolano la Corea del Nord. Trump: «Deluso dalla Cina»

Due bombardieri americani B-1B hanno sorvolato lo spazio aereo nord-coreano per quella che appare ormai una guerra – in corso tra Pyongyang e Washington – a colpi di provocazioni e avvertimenti. La responsabilità del regime comunista nord-coreano è evidente. Solo ieri, infatti, alla presenza del dittatore Kim Jong-un, la Corea del Nord ha lanciato un missile intercontinentale caduto nelle acque territoriali del Giappone. Ma il messaggio – come ha tenuto a precisare lo stesso Kim Jong-un – era rivolto agli Stati Uniti. Ed era inequivocabile: possiamo colpirvi.

In risposta al missile lanciato da Pyongyang

La risposta americana non si è fatta attendere, con i due bombardieri che all’indomani hanno violato lo spazio aereo nord-coreano. È stata la stessa aeronautica militare statunitense, citata dai media internazionali, a diffondere la notizia. Sul punto è intervenuto direttamente anche il generale Terrence J. O’Shaughnessy, responsabile delle forze aeree Usa nel Pacifico, affermando che «la Corea del Nord è la minaccia più pressante alla stabilità nella regione» e aggiungendo che le forze Usa, «se chiamate in causa», sono «pronte a reagire con forza rapida, letale e travolgente, scegliendo quando e dove».

La Casa Bianca: «Sulla Corea del Nord da Pechino solo chiacchiere»

Ma i bombardieri a “stelle e a strisce” in sorvolo sulla penisola nord-coreana sono stati anche l’oggetto di un polemico tweet di Donald Trump, che ha utilizzato l’evento anche per richiamare la Cina a rivedere i suoi rapporti con il regime di Kim Jong-un, assumendo un ruolo meno ambiguo nei delicati equilibri geopolitici di quella regione. «Nei riguardi della Cina sono molto deluso – ha scritto infatti il presidente Trump -. I nostri folli leader passati gli hanno consentito di guadagnare centinaia di miliardi di dollari l’anno con il commercio ma loro non hanno fatto nulla per noi nei confronti della Corea del Nord, solo chiacchere. Non permetteremo più che questo continui. La Cina potrebbe facilmente risolvere questo problema!».