Bologna nelle mani di spacciatori e clandestini: il reportage di Bignami (video)

Ecco come impiegano il tempo i clandestini in zona Montagnola. In pieno giorno e in pieno centro. Acquistare droga a Bologna, in pieno centro e in pieno giorno, sembra la cosa più normale del mondo. E se qualcuno prova a documentare la situazione, viene minacciato e allontanato. Succede in Montagnola, in quella che un tempo era una delle zone più belle di Bologna, ma che oggi è ridotta a luogo di bivacco e spaccio. A documentare quello che avviene, con il suo cellulare, è il consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami, insieme agli esponenti azzurri del Comune di Bologna Marco Lisei e Francesco Sassone e al consigliere di quartiere Giulio Favalini. La passeggiata comincia: lungo il tragitto non è difficile imbattersi in capannelli di stranieri, a pochi passi dall’asilo nido. Ecco come il buonismo e il permissimismo delle giunte di sinistra hanno ridotto la città.

“E pensare che qui da bambini ci venivamo a giocare” – ricorda Bignami. La reazione degli stranieri non tarda ad arrivare. Uno di loro comincia a minacciare i consiglieri urlando: “Che c… volete”. Continua a inveire da lontano, il nervosismo è palese. Qui, evidentemente, se si vuole stare tranquilli, bisogna passeggiare a testa bassa. A ogni angolo, la sensazione che questa parte storica della Città non sia più un “bene comune”, a disposizione dei cittadini. I pusher presidiano ogni angolo – documenta Bignami –  la stradina dove passeggiano anche mamme e bambini e le rampe di accesso. “Lo spaccio è all’ordine del giorno – racconta un cittadino che si ferma a parlare dopo aver riconosciuto Bignami -. Le forze dell’ordine passano, ma fanno quello che possono. Ormai questi qui hanno l’autorizzazione a stare in Italia, non ci si fa niente”. 

La cronaca locale qui racconta spesso di pusher acciuffati più e più volte, ma subito rimessi in libertà per “tenuità del fatto”. In vari casi sono risultati essere richiedenti asilo. Chi gestisce la “baracchina” in questa zona è un vero eroe. A lui è arrivata la solidarietà di 200 famiglie, quando il chiosco è stato ripetutamente preso di mira da ladri e vandali. Il giro di perlustrazione finisce, non prima di un’offerta di fumo che Bignami riceve da un pusher. “Eravamo ragazzi e qui era pieno di bambini – concludono Sassone e Lisei – Oggi le famiglie che vengono qui lo fanno a loro rischio e pericolo perché sono costrette a condividere questi spazi con persone che bivaccano e ti offrono droga”.