Bloccata l’operazione canna libera, il centrodestra vota compatto. L’ira dei radicali

Stop alla liberalizzazione della cannabis con conseguente bagarre alla Camera tra 5 Stelle e Radicali da un lato e Pd dall’altro. Ieri le commissioni riunite Giustizia e Affari sociali di Montecitorio hanno detto no alla canna libera adottato il testo base sulla cannabis proposto dalla relatrice Pd per la XII commissione Margherita Miotto riguardante solo l’uso terapeutico facendo cadere, quindi, la parte sulla liberalizzazione. La legge di iniziativa popolare depositata nel novembre scorso da Radicali Italiani e Associazione Coscioni prevedeva invece proprio la regolamentazione legale della produzione, del commercio e del consumo della cannabis. Da qui la protesta dei firmatari della pdl e le accuse al PdIl Comitato ristretto e le commissioni competenti hanno invece bocciato il testo originario proposto dal deputato di Sinistra Italiana e relatore della commissione Giustizia, Daniele Farina, con il via libera alle “canne libere”, approvando quello avanzato dalla deputata del Partito Democratico, Margherita Miotto, relatrice in commissione Affari sociali, che ne restringe il campo normativo al solo uso terapeutico.  A favore del testo della deputata del Pd, che esclude categoricamente l’utilizzo della cannabis per usi non terapeutici, hanno votato il Partito Democratico ma anche il centrodestra, con Lega Nord, Alternativa Popolare e Forza Italia, mentre Fratelli d’Italia non è presente in Commissione Giustizia.  Il testo andrà in aula alla Camera presumibilmente tra la fine di settembre e i primi di ottobre. 

«Mafie e mercanti della droga non possono che dire grazie di fronte all’affossamento del ddl cannabis legale», afferma Riccardo Magi, segretario di Radicali Italiani. «Rinunciando a creare le condizioni in parlamento per approvare l’intero testo, il Pd ha perso l’occasione di conquistare una riforma invocata dalla stragrande maggioranza del Paese, appoggiata da numerosi magistrati e dalla direzione nazionale antimafia. Legalizzare la cannabis – sottolinea il M5S – non è un capriccio ma è un’urgenza che riguarda migliaia di detenuti nelle carceri, migliaia di processi che intasano i tribunali, milioni di euro e risorse sottratte ad operazioni della polizia; riguarda la salute, i diritti e le libertà delle persone».