Beppe Grillo verso l’addio al M5S: a ottobre la leadership a Casaleggio

Stavolta non è una barzelletta di Beppe Grillo. Il leader e garante del Movimento 5 Stelle starebbe preparando l’addio al partito in favore di Davide Casaleggio. Lo rivela il quotidiano Il Giornale che fa riferimento a tempistiche e a dati particolarmente dettagliato. L’addio potrebbe avvenire a Bologna, città divenuta il simbolo della rivoluzione pentastellata dopo il successo del Vaffa day del 2007. “Vero, non è la prima volta che si parla di un addio del comico alla politica” ammette il quotidiano, che precisa: “Ma questa volta la decisione sembrerebbe definitiva”.

“Grillo è stanco, vuole tornare a fare il comico”

“La rivoluzione d’ottobre – scrive il quotidiano diretto da Sallusti – passerà da Rousseau e porterà ad un nuovo contratto sociale con la base del movimento. Verrà annunciata all’ultimo fine settimana di settembre”. Il Giornale precisa anche alcune ‘linee guida’ che si starebbero definendo alla Casaleggio Associati: “alla votazione online potrà accedere solo chi è regolarmente iscritto a Rousseau, il sistema operativo del Movimento 5 Stelle”. Finora infatti molto passava dal Blog di Grillo. Ma “partecipare alle discussioni di Rousseau significa essere davvero interessati alle tematiche che vuole portare avanti il Movimento”, avrebbe detto lo stesso Casaleggio in un virgolettato riportato nel retroscena del quotidiano milanese, che chiama questa svolta “La rivoluzione d’Ottobre”. Per il resto solita linea: niente alleanze dopo il voto, e Di Maio premier scelto dalla base.

“Grillo è infuriato coi leaderini M5s miracolati”

Secondo Giampiero Timossi del Giornale, Grillo «è stanco, vorrebbe tornare a fare il comico a tempo pieno», dicono gli amici, da Genova a Milano. Dopo le amministrative finite in maniera catastrofica, Gianroberto Casaleggio era infuriato con Grillo, secondo fonti attendibili. E l’ex comico, ormai quasi settantenne, ha perso l’entusiasmo e la verve dei primi tempi. Da qui l’addio, che aprirà scenari inediti e che già solleva un inquietante quanto inevitabile interrogativo tra i pentastellati: quando durerà il M5S senza il suo creatore?