Bankitalia, raddoppiate le segnalazioni per finanziamento del terrorismo

Raddoppiano le segnalazioni di operazioni sospette di finanziamento del terrorismo cristallizzate in un rapporto dell’Uif, l’Unità di informazione finanziaria di Bankitalia.
Un dato allarmante che mette il nostro Paese al centro dei traffici di risorse finanziarie per impinguare le casse delle organizzazioni terroristiche: le segnalazioni sono state 741 nel 2016, un numero più che doppio rispetto all’anno precedente e ben sei volte superiore se confrontato con il 2014. E che non si tratti di segnalazioni campate in aria lo dice un altro dato: oltre il 90 per cento è stato ritenuto di interesse investigativo dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria addetto alle verifiche. Già alcune indagini, peraltro, hanno corroborato i sospetti.

In linea con le iniziative che si andavano definendo nell’ambito del Gafi, il Gruppo di azione finanziaria internazionale creato in ambito Ocse, che ha lo scopo di ideare e promuovere strategie di contrasto del riciclaggio anche nell’ambito del terrorismo, la Uif spiega di aver «diffuso nell’aprile del 2016 una comunicazione contenente indicazioni utili per potenziare le capacità dei soggetti obbligati (intermediari finanziari, professionisti, revisori e altre figure professionali, ndr), di intercettare i sintomi del supporto finanziario al terrorismo».

A questo proposito, nel maggio 2016 l’Uif «ha attivato un portale internet dedicato alle modalità e alle caratteristiche del finanziamento del terrorismo che rappresenta una fonte di conoscenza di informazioni e documentazione, anche di provenienza estera e spesso di non immediata reperibilità».

«I recenti episodi di terrorismo – spiegano dall’Utif – hanno confermato che i fallimenti più gravi dei sistemi di contrasto avvengono quando è carente la condivisione delle informazioni, prevalgono i particolarismi, si trascurano i segnali disponibili». Per questo l’Uif «si è attivata per porre in essere, nei limiti delle sue competenze, ogni misura utile per prevenire e contrastare la minaccia terroristica e per supportare gli Stati colpiti nella individuazione delle tracce finanziarie degli attentatori e delle loro reti di sostegno che, in alcuni casi, presentavano collegamenti con l’Italia».