Aumentano i combattimenti tra cani: la mafia fa affari anche così

È allarme, in Italia, per i reati che coinvolgono gli animali. A rivelarlo è il rapporto Zoomafia 2017, presentato dalla Lav e dal quale, per il solo settore dei combattimenti tra cani, emerge un incremento del 189% di cani sequestrati e del 38% di persone denunciate rispetto al 2015.

Aumentano i combattimenti tra cani 

In termini assoluti si parla di 133 cani sequestrati e 29 persone denunciate per reati che vanno dal maltrattamento alla detenzione incompatibile fino all’organizzazione di combattimenti. Inoltre, si registra anche un combattimento interrotto in flagranza. Ma a indicare una recrudescenza del fenomeno ci sono anche altri segnali: dai ritrovamenti di cani con ferite o morti a causa delle lotte, ai furti e ai rapimenti di cani di grossa taglia o di razze abitualmente usate nei combattimenti, fino ai sequestri di allevamenti di pit bull. Fenomeni cui va aggiunto quello che succede sul web, con le pagine Internet o i profili di Facebook che esaltano i cani da lotta.

Un numero verde per contrastrare gli abusi

La Lav ha istituito il numero verde “Sos combattimenti” (064461206) per contrastare le lotte clandestine. Ma questo non è il solo fenomeno criminale su cui il rapporto Zoomafie accende i riflettori. Non meno diffuse sono, infatti, le corse clandestine di cavalli con recenti inchieste che hanno confermato l’interesse di alcuni sodalizi mafiosi, in particolare di alcuni clan, al settore. Solo nel 2016, con dati che riguardano sia le corse clandestine che le illegalità nell’ippica, ci sono stati otto interventi delle forze dell’ordine, tre corse clandestine bloccate, 36 persone denunciate, 24 persone arrestate, 22 cavalli sequestrati, quattro stalle e un maneggio sequestrati. Secondo i dati ufficiali relativi all’elenco dei cavalli risultati positivi al controllo antidoping, poi, 61 cavalli che nel 2016 hanno partecipato a gare ufficiali sono risultati positivi a qualche sostanza vietata.