Amburgo, l’attentatore era islamista. Ma la polizia parla di turbe psichiche

Era noto alle forze di polizia come «islamista» il 26enne che, armato di coltello, ha assaltato un supermercato di Amburgo, uccidendo un uomo e ferendo sei persone, di cui una gravemente. A confermarlo è stata la polizia tedesca, che ha riferito anche di come, pur avendo «mostrato in precedenza segni di radicalizzazione», l’uomo non era considerato «un jihadista». 

La polizia di Amburgo sottolinea i problemi psicologici

Dunque, emerge una sottovalutazione del pericolo rappresentato dall’attentatore, identificato come Ahmad A., nato negli Emirati Arabi ed entrato in Germania come richiedente asilo. Un atteggiamento che, incredibilmente, le autorità tedesche continuano a mantenere anche dopo l’attentato al supermercato. Nonostante la radicalizzazione e i contatti con ambienti salafiti registrati dalla polizia e il fatto che numerosi testimoni abbiano riferito che l’uomo si è scagliato contro i passanti urlando «Allah Akbar», il responsabile dell’Interno della città di Amburgo, Andy Grote, ha voluto porre l’accento sul fatto che l’uomo «soffriva di problemi psciologici» e «faceva abuso di droghe». Quindi, è stata la conclusione di Grote, le autorità tedesche non sono in grado di dire con certezza cosa sia stato a scatenare la furia dell’attentatore «tra le motivazioni religiose e l’instabilità psicologica». 

L’attentatore arrivato in Europa come rifugiato

L’uomo, la cui richiesta di asilo era stata respinta, viveva stabilmente ad Amburgo dal 2015 e alloggiava ancora in un centro per rifugiati, che è stato perquisito dalla polizia. Nessun dettaglio è stato divulgato, però, su cosa gli investigatori abbiano trovato. È emerso invece che la Germania era stata l’approdo di un lungo girovagare in Europa, alla ricerca di un Paese che gli riconoscesse lo status di rifugiato. L’attentatore aveva fatto tappa in Norvegia, Svezia, Spagna e di nuovo in Norvegia, prima di approdare in Germania, da dove non era stato rimpatriato perché senza documenti. «Quello che mi rende ancora più arrabbiato è il sospetto che è una persona che chiedeva protezione in Germania e poi ha rivolto il suo odio contro di noi», ha commentato il sindaco di Amburgo Olaf Scholz, parlando di un «attacco malvagio» e ringraziando i cittadini che, inseguendo e prendendo a sediate l’attentatore, sono riusciti a bloccarlo e farlo arrestare.