Allarme morbillo a Vietri sul Mare: 3 casi in albergo, 700 persone a rischio

È allarme morbillo in uno dei più rinomati luoghi di vacanza della Campania: in due diversi alberghi di Vietri sul Mare, città patrimonio Unesco, sono stati registrati focolai, che hanno fatto scattare immediatamente l’allerta delle autorità sanitarie. Il caso esplode a una manciata di giorni dalla notizia dei contagi fra gli atleti della nazionale di Pallanuoto

Tre contagiati e 700 persone coinvolte

A Vietri sul Mare i casi confermati riguardano 2 addetti alla reception e una cameriera, ma le persone coinvolte nell’emergenza sono 700. A tanto ammontano i contatti sospetti tra le due strutture, secondo quanto rivelato da fonti del ministero della Salute. Buona parte degli ospiti dei due alberghi è già stata contattata attraverso le Asl di residenza, anche se c’è ancora difficoltà per individuare alcuni ospiti perché il sistema di registrazione degli hotel non conserva l’indirizzo di residenza ma solo la città. Intanto continuano le azioni di “contact tracing” per tracciare i contatti, ma certo il caso non aiuta il turismo: ad aprile gli Usa avevano già classificato l’Italia come Paese a rischio, proprio per l’incidenza con cui si sta tornando a manifestare la malattia nel nostro Paese.

Da gennaio 3500 casi di morbillo

Da gennaio a oggi i casi di morbillo registrati sono stati già più di 3mila e 500. «Lo scorso anno erano stati 728, ma in dodici mesi. Male come noi in Europa sta solo la Romania. Solo all’ospedale pediatrico romano del Bambin Gesù ci sono stati 71 piccoli ricoverati per il morbillo, che ha già ucciso due bambini. Forse tre», ha detto in una intervista a La Stampa, il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, parlando di «emergenza» e ribadendo la necessità dei vaccini. Il morbillo, ha spiegato Rezza, è «contagiosissimo. Ogni persona che contrae la malattia ne infetta mediamente 15 non immunizzate. È uno dei tassi più elevati di contagiosità. Il rapporto nell’influenza, tanto per fare un esempio – ha concluso il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss – è di 3-4 infettati ogni ammalato, tanto per fare un esempio».