Alitalia, la partita entra nel vivo: l’emiratina Ethiad scopre le carte

Comincia a entrare nel vivo la partita per la vendita di Alitalia. Anche se la strada è ancora lunga, la giornata di ieri ha segnato, infatti, uno snodo cruciale con la chiusura della data room e con l’arrivo di una decina di proposte non vincolanti da parte dei potenziali acquirenti dell’aviolinea. Tante sarebbero le buste, secondo le prime indiscrezioni giunte da fonti vicine all’operazione, arrivate ieri sera alle 18, cioè l’ora x fissata dalla lettera di procedura del 23 giugno scorso, presso lo studio del notaio Nicola Atlante a Roma. I nomi dei soggetti interessati sono ancora coperti dal riserbo. Come è avvenuto per le manifestazioni di interesse e, successivamente, per l’ammissione alla data room, non c’è stata alcuna comunicazione sull’identità dei soggetti in campo per un vincolo di riservatezza. Unica eccezione, per ora, è l’emiratina Etihad che ha fatto sapere di aver presentato una offerta non vincolante. L’arrivo delle proposte non vincolanti apre ora una nuova e serrata fase della procedura. I tre commissari straordinari di Alitalia Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, cominceranno ad esaminare le proposte arrivate sulla base delle quali dovranno redigere un indirizzo di programma da inviare poi al Mise entro la prossima settimana. Oltre al numero delle proposte arrivate, il punto decisivo di questa fase è rappresentata proprio dalle indicazioni che hanno fornito i pretendenti rispetto alle tre opzioni previste dal bando di gara: vendita in blocco; cessione dei singoli asset, cioè il cosiddetto spezzatino; ristrutturazione economico-finanziaria. Valutate queste proposte, dunque, la gestione commissariale stilerà un indirizzo di programma dell’amministrazione straordinaria nel quale indicherà la strada che è ritenuta percorribile e che, pertanto, verrà seguita. Tutto questo si svolgerà in tempi rapidi. E il governo italiano? Per ora tace…