Algeria, rivolta contro il medioevo: tremila donne in spiaggia in bikini

Nelle spiagge maghrebine ci sono sempre problemi per le donne che vogliano metteri in bikini, dopo le cosiddette Primavere arabe, pseudo rivolte sostenute dai Paesi arabi più integralisti e quasi ovunque fallite. La scelta del bikini sarebbe contraria al reuolo della donna nella società islamica. Per questo fa scalpore la notizia che oggi alla spiaggia di Annaba, in Algeria non distante dal confine con la Tunisia, ben tremila donne siano scese al mare in bikini per difendere questo loro diritto. Vi sono infatti gruppi di uomini, i cosiddetti “guardiani del pudore”, che vigilano sulle spiagge algerine per impedire alle donne di mettersi in bikini.  Per la religione islamica infatti l’unico indumento consentito in spiaggia sono ipantaloni sino alla caviglia, la tunica e un velo sulla testa, il cosiddetto burkini. La protesta è nata sui social network, proprio quei social network su cui gli islamici pubblicano foto di donne in bikini invitandole ad attaccarle. Come si ricorderà, nel 2014 alcuni “comitati per il pudore” per garantire il rispetto dei valori islamici furono in azione nelle spiagge dell’Algeria in vista della stagione estiva. L’iniziativa era di un gruppo di giovani dei quartieri popolari della capitale Algeri, quali Bab el-Oued, al-Raies Hamidou, al-Hammamat, Baynam e altri ancora, che in collaborazione con alcune moschee e imam locali hanno lanciato la campagna “Spiagge islamiche con valori algerini”.