Afghanistan, “fuoco amico” Usa colpisce le forze afghane: 16 morti

Tredici militanti islamici sono stati uccisi in un raid aereo che ha avuto come bersaglio un covo talebano nel distretto di Khan Abad della Provincia Kunduz settentrionale, in Afghanistan. Lo ha riferito un portavoce dell’esercito locale, Abdul Khalil. “Basandosi su rapporti di intelligence, le forze aeree hanno attaccato, questa mattina all’alba, il nascondiglio situato nell’area di a Bandar-e-Shorab, uccidendo 13 ribelli e ferendone altri tre”, ha riferito Khalil. Negli ultimi due giorni sono stati circa 30 i talebani uccisi nell’ambito della lotta per il controllo del distretto di Khan Abad, secondo i funzionari della sicurezza locale. Ma due giorni fa non è andata così liscia: sarebbero infatti 16 gli uomini delle forze afghane rimasti uccisi per errore nel raid aereo Usa effettuato ieri nella provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan. A sostenerlo è il portavoce del governo locale di Helmand, Omar Zwak, dopo che un portavoce militare Usa aveva confermato la morte di almeno nove uomini. In dichiarazioni all’agenzia di stampa Dpa, Zwak ha confermato che ci sono anche due feriti. Secondo le autorità di Helmand tra le vittime ci sono due comandanti della polizia afghana. L’incidente è avvenuto durante un’operazione a sostegno delle forze afghane nel distretto di Girishk. “Abbiamo colpito un compound dove ritenevamo si trovassero forze nemiche – ha detto il portavoce delle forze Usa Bill Salvin – ma è emerso che erano forze di sicurezza locali alleate delle forze governative afghane”. Si è poi appreso che il sergente dell’Esercito americano di stanza nelle Hawaii arrestato nei giorni scorsi è stato incriminato per aver tentato di fornire supporto allo Stato Islamico in Iraq e Siria. Lo ha annunciato ieri il dipartimento di Giustizia precisando che Ikaika Erik Kang, di 34 anni, specificando che l’uomo è stato arrestato lo scorso otto luglio dopo aver giurato fedeltà allo Stato Islamico parlando con quelli che riteneva fossero esponenti dell’organizzazione terroristica. Invece erano agenti dell’Fbi che hanno incastrato il militare che ora, se verrà condannato come fiancheggiatore dell’Is e per aver tentato di consegnare ai terroristi materiale ed informazioni militari, rischia fino a 20 anni di carcere. Nei documenti presentati dall’Fbi, il militare – che ha fatto servizio sia in Iraq che in Afghanistan – affermava di sperare di “uccidere un bel po’ di persone”. Kang aveva due armi registrate al suo nome, una pistola calibro 40 ed un fucile automatico Ar-15.