Acqua, il governo evoca il razionamento. FdI: improvvisatori pericolosi

“Il lago di Bracciano si trova nella più grave emergenza idrica registrata nell’Italia centrale, in un quadro italiano in cui sono molte le situazioni difficili dovute alla siccità. È una situazione che monitoriamo da tempo attraverso l’Osservatorio permanente che proprio nell’ultima riunione ha deciso il passaggio per il Lazio a una condizione di severità idrica alta: ciò permette di attivare sia le procedure a sostegno del settore agricolo che la concessione eventuale dello stato di emergenza da parte della Protezione Civile, su richiesta regionale”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti in merito alla situazione del lago di Bracciano. “In tutta Italia il nostro coordinamento in questa azione di monitoraggio ha evitato guai peggiori nelle situazioni più critiche: qui c’è da scongiurare innanzitutto un danno ambientale per il lago e allo stesso tempo evitare un disagio forte a migliaia di cittadini romani – prosegue il ministro -. Credo che la condivisione delle scelte sia l’unico modo per affrontare il problema: per questo si riunirà giovedì l’Osservatorio permanente sull’Appennino Centrale, in cui da mesi lavorano anche Regione Lazio e Acea, con un focus specifico sul lago di Bracciano”. “La riforma della governance dell’acqua – spiega Galletti – ci ha dotato un anno fa dello strumento degli Osservatori permanenti sugli usi idrici, luogo prezioso di confronto delle scelte tra tutti i soggetti interessati che da mesi condivide soluzioni anche per Bracciano e la Capitale: tra queste anche una prima riduzione dell’emungimento dal lago, il lavoro sulle portate rilasciate dall’invaso del Pertuso a sostegno dell’idropotabile, quello assolutamente necessario sui prelievi occulti e sulle perdite di rete, che raccontano un deficit strutturale cronico. Ho chiesto inoltre a Ispra – conclude Galletti – di andare sul posto per un’attenta valutazione tecnica sulle condizioni del lago”. Come stanno veramente le cose lo spiega Fratelli d’Italia: “L’assenza di pianificazione unita all’improvvisazione sono un combinato disposto dannoso e dirompente. Quanto sta accadendo sul fronte dell’approvvigionamento idrico tra Regione e Roma Capitale ne è l’esempio. Per anni Nicola Zingaretti, nonostante i segnali delle scorse stagioni, non ha pianificato azioni di contrasto ai prelievi dai bacini idrici del Lazio, sottovalutando la problematica e con la complicità della sindaca Virginia Raggi nella sua inadeguatezza, quasi 2 milioni di romani resteranno senz’acqua. Nemmeno fossimo in qualche deserto africano”. È quanto dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di FdI. “Ai cittadini che pagano bollette salate e sprechi, purtroppo, non resta che assistere a questo ridicolo balletto scaricabarile tra Acea, Roma Capitale e Regione Lazio – conclude – che altro non è che una danza della pioggia di incompetenti governanti che sperano solo in questo per coprire la loro negligenza”.