Roma bloccata da un altro sciopero dei bus. Il Codacons: «Uno ogni 22 giorni»

Il 70% dei mezzi su gomma rientrato negli impianti, tre linee della metropolitana completamente ferme e forti riduzioni del servizio sulla quarta e sulle ferrovie urbane. È il bilancio dello sciopero di quattro ore del trasporto pubblico romano, dichiarato dalla stessa organizzazione dei lavoratori che lo ha indetto: l’Unione sindacale di base. 

Una protesta contro le politiche della giunta Raggi

«Lo sciopero è stato indetto dall’Usb per protestare contro le politiche della giunta comunale di Roma che conferma la logica della privatizzazione dei servizi pubblici», si legge in una nota del sindacato, che rivendica di scioperare «per migliorare il servizio, perché è il nostro lavoro». «Dovete investire, rendere efficienti e confortevoli i mezzi di trasporto», ha quindi intimato il sindacato alla giunta Raggi, avvertendo che «è un diritto dei cittadini e un diritto dei lavoratori».

Il Codacons chiede i conti all’Atac

Dall’inizio dell’anno a oggi, a Roma, si è registrato uno sciopero del trasporto ogni 22 giorni. A rivelare il dato è stata l’associazione di consumatori Codacons, che ha annunciato di voler chiedere l’accesso agli atti dell’Atac «per conoscere gli effetti degli scioperi sugli stipendi degli autoferrotranvieri». «I lavoratori delle aziende pubbliche e private – ha spiegato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – subiscono per legge una decurtazione delle retribuzioni per ogni giornata di sciopero, che varia dai 30 ai 100 euro per una intera giornata di protesta. Considerato che nella Capitale, da inizio anno a oggi, si sono registrati ben 9 scioperi nel settore dei trasporti, chiediamo all’Atac di fornirci i dati relativi alle trattenute sugli stipendi, per capire se e in quale misura le continue proteste sindacali hanno avuto effetti economici per i lavoratori». Il Codacons, inoltre, ha fatto sapere di riservarsi di coinvolgere la Corte dei Conti del Lazio qualora l’azienda rifiuti di fornire ai cittadini i dati richiesti, affinché apra una indagine sul caso.