40 profughi scatenano il caos in piscina: intervengono i carabinieri

Erano in 40, probabilmente giunti dal vicino centro di accoglienza di Vittorio Veneto, che nello scorso week end hanno portato scompiglio e terrore in una piscina comunale della provincia di Treviso. Per far desistere il gruppo di extracomunitari sono dovuti intervenire i carabinieri, che hanno faticato non poco a riportare l’ordine.

I profughi in piscina con le scarpe e le bottiglie di alcolici

I 40 profughi volevano fare il bagno vestiti e con le scarpe e avevano portato bottiglie di liquori per brindare a bordo piscina. Di mettere le cuffiette o delle normali norme igieniche che dovrebbero rispettare tutti, neanche a parlarne. La notizia ha sollevato un vespaio di polemiche nel centro del trevigiano, che da tempo, dall’invasione dei profughi, ha perduto la sua tranquillità.

L’arrivo dei profughi ha fatto scappare gli altri bagnanti

Come ha raccontato Ambra Polesel, presidente della Nottoli Nuoto, la società che gestisce l’impianto, i migranti “non erano attrezzati con le ciabatte, i bagnini sono impazziti per fargli rispettare le regole”. Mentre molti bagnanti sono stati costretti a lasciare l’impianto, m, inferociti, hanno chiamato i carabinieri. Il compleanno di un profugo si è trasformato in un incubo. “La situazione non è degenerata, ma tutti gli altri bagnanti sono stati costretti ad andare via”. L’arrivo dei carabinieri è servito solo a calmare gli animi e ad evitare lo scoppiare di qualche rissa, ma ormai l’impianto era stato costretto di fatto a chiudere i battenti.