Venezuela, la gente ha fame e scende in piazza ogni giorno: oggi 100 feriti

Almeno 100 persone sono rimaste ferite nei nuovi scontri tra manifestanti e poliziotti scoppiati ieri a Caracas, in Venezuela, contro il presidente Nicolas Maduro. Come riferiscono i media locali, i sostenitori dell’opposizione hanno occupato un’autostrada nel centro della capitale venezuelana e violenze sono esplose dopo che la polizia ha usato gas lacrimogeni e cannoni per disperdere la folla. Dall’inizio di aprile, 60 persone sono state uccise e più di 1.000 ferite nelle proteste contro il governo socialista di Maduro. 

Sotto inchiesta la compagnia petrolifera del Venezuela

Intanto si apprende che l’Ufficio federale di giustizia potrà fornire agli Stati Uniti altri documenti bancari che potrebbero far luce su una vicenda di corruzione riguardante la compagnia petrolifera statale del Venezuela. Il Tribunale federale ha giudicato irricevibile il ricorso di una società detentrice di un conto in Svizzera. Oltre 100 milioni di franchi erano stati inizialmente bloccati in banche elvetiche in relazione a questa vicenda. A metà ottobre 2016 l’Ufg aveva trasferito negli Usa 51 milioni di dollari. Il resto rimane bloccato, ha indicato oggi l’Ufg. Infine, si sottolinea che ogni giorno nel mondo vengono assassinati più di 200 ragazzi e che il primato spetta al Sudamerica e ai Caraibi, dove si trovano i 10 Paesi con il più alto tasso al mondo di omicidi tra i bambini e i ragazzi, in conseguenza dell’escalation delle attività delle bande criminali. Emerge dal Rapporto Infanzia rubata di Save the Children, presentato in occasione della Giornata Internazionale dei bambini, che parla di oltre 75mila ragazzi sotto i 19 anni assassinati in tutto il mondo nel solo 2015, pari a più di 200 ogni giorno, con Honduras, Venezuela e El Salvador in cima alla lista (con tassi rispettivamente del 33%, 27% e 22% su una popolazione di riferimento di 100 mila ragazze e ragazzi).