Vaccini, i genitori contrari scendono in piazza in tutta Italia contro l’obbligo

“Non chiamateci no vax”. Genitori in piazza da Udine a Cagliari per manifestare contro il decreto che introduce l’obbligo vaccinale per l’accesso a nidi e scuole. È successo in diverse città italiane – tra cui Milano, Bologna, Roma, Firenze, Torino, Parma, Padova – dove oggi erano stati organizzati, da diversi movimenti e associazioni, più presidi di protesta. Striscioni inneggianti alla “libertà di scelta”, grembiuli di scuola a terra (a Firenze), e volti noti in campo per lanciare un messaggio che in molti cartelloni viene riassunto così: “Sulla pelle di mio figlio niente è obbligatorio”. In alcune foto compare anche Dario Miedico, camice bianco radiato nei giorni scorsi dall’Ordine di Milano per aver espresso posizioni critiche sulle vaccinazioni. “Sono a Firenze”, conferma il medico, spiegando di aver partecipato al corteo da piazza San Lorenzo a piazza Strozzi, dove all’interno di un teatro si è tenuta una conferenza sul tema vaccini. “Il messaggio è che c’erano tantissime persone. Il teatro era pieno e tanti sono rimasti fuori”. Sul palco “diversi scienziati hanno presentato le loro relazioni. C’erano dal presidente nazionale di Medicina Democratica, Piergiorgio Duca, di Milano, a tanti altri. Io vivo a Savona e anche lì c’è stata una manifestazione”, aggiunge Miedico, che torna anche sulla decisione dell’Ordine di radiarlo. “Farò ricorso perché è una cosa vergognosa. Sono molto indignato con l’Ordine”, sottolinea. I manifestanti hanno anche inondato di email le caselle delle redazioni, accusando stampa e tv di non dare adeguato spazio alle proteste.

Una mobilitazione di migliaia di persone

“Una mobilitazione che vede migliaia di persone in piazza – scrive uno dei manifestanti – disposte a tutto pur di non sottomettersi a una legge che è prima di tutto incostituzionale e poi che non tiene conto di tutte le reazioni avverse certificate provocate dai vaccini”. “Sono un genitore di un bambino di 3 anni che non potrà godere la gioia della scuola dell’infanzia per motivi economico-politici e non di sicurezza nazionale come voi volete far credere”, scrive invece Nicola Bonetti. Da Rimini i genitori in protesta segnalano che in piazza sono scese “circa 400 persone assieme pacificamente per rivendicare i diritti previsti dalla nostra Costituzione: libertà di cura, accesso all’istruzione. No vax? No ai vaccini coercitivi, no alla dittatura sanitaria – precisano – ma programmi di vaccinazione non coercitivi, consapevoli e personalizzati”. Messaggi simili arrivano anche da altre piazze, da Napoli a Perugia. Simona, una mamma, sempre da Rimini promette: “Scenderemo in piazza sempre e ogni volta saremo sempre più numerosi”.