Un “vaffa” per la Raggi. Grillini pronti a staccare la spina alla sindaca di Roma

Destino segnato per Virginia Raggi? A dar retta al sito on line Affari Italiani.itche ha dedicato alle trame interne al M5S un ampio servizio, sembrerebbe proprio di sì. Troppo ingombrante sarebbe diventato il ruolo della “sindaca” di Roma e troppo imbarazzante si sarebbe fatto il suo immobilismo per poterla ancora tollerare oltre. In più, è alle prese con una vicenda giudiziaria che potrebbe presto vederla rinviata a giudizio.

Elezioni comunali insieme alle politiche nel 2018

Anche qui – e queste non sono indiscrezioni ma fatti deducibili dalla lettura degli atti d’inchiesta – l’imbarazzo è palpabile. Dalle intercettazioni delle conversazioni tra la Raggi, il funzionario comunale Salvatore Romeo e soprattutto Raffaele Marra, suo vicecapo di gabinetto ora agli arresti con l’accusa di corruzione, emerge uno spaccato a dir poco desolante. Basti dire che nella migliore delle ipotesi, la Raggi ne uscirebbe come una dilettante allo sbaraglio; nella peggiore come complice dei due nel meccanismo familistico delle nomine e delle promozioni in Campidoglio. Insomma, se i ballottaggi odierni andassero male – e il primo turno, con la sola eccezione di Asti, peggio non poteva andare – disfarsi al più presto della “sindaca” diventerebbe, per il M5S, una necessità inderogabile. Addirittura indifferibile se scattasse, com’è probabile, il rinvio a giudizio. In questo caso, sempre secondo Affari Italiani.it, alla Raggi non solo Il M5S revocherebbe il simbolo, ma creerebbe le condizioni per disarcionarla dalla poltrona di Palazzo Senatorio per puntare a nuove elezioni amministrative in abbinata con quelle politiche nel 2018.

La Lombardi al posto della Raggi

Sarebbe pronto anche il nome con cui sostituirla: Roberta Lombardi. Di lei già si è parlato come candidata alla presidenza della regione Lazio. La Lombardi fa parte delle grilline “ortodosse”. Fu lei a definire Marra come «il virus che ha infettato il MoVimento», ma è anche la punta di diamante del “cerchio magico” dei Cinquestelle nella Capitale. Potrebbero quindi aggrapparsi a lei, Grillo e Casaleggio, nell’estremo tentativo di evitare che Roma si trasformi nella madre di tutti i fallimenti politico-amministrativi. Il flop della Raggi sarebbe infatti la prova che un conto sono i Vaffa…day, gli insulti e le chiacchiere, altro è dimostrare sul campo che si è davvero capaci di pensare, progettare e, soprattutto, realizzare un’altra politica.