Turchia, liberato il reporter francese. Ma l’opposizione: democrazia sospesa

Il fotoreporter francese Mathias Depardon detenuto da oltre un mese nel centro di detenzione turca di Gaziantep è stato liberato e tornerà in Francia in serata. Lo ha reso noto il presidente francese Emmanuel Macron con un tweet. Collaboratore di Le Monde e del Wall Street Journal, Depardon si era stabilito da cinque anni a Istanbul. Era stato arrestato nel sudest del Paese lo scorso otto maggio con l’accusa di fare propaganda per il terrorismo mentre era impegnato alla realizzazione di un documentario per il National Geographic. Macron aveva incontrato a Bruxelles il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, a cui aveva chiesto la scarcerazione di Depardon. Ma l’opposizione ad Erdogan denuncia: la Turchia si è trasformata in una “prigione semi-aperta” ed è un Paese in cui la democrazia è sospesa. Sono le dure accuse mosse al governo da Kemal Kilicdaroglu, il leader del Chp, il principale partito di opposizione in Parlamento. “Se la Turchia oggi si è trasformata in una prigione semi-aperta e se la Turchia è governata a colpi di decreti di emergenza, non si può parlare di democrazia”, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa Kilicdaroglu, riferendosi ai numerosi deputati, giornalisti e accademici imprigionati dopo il fallito golpe dello scorso 15 luglio. Kilicdaroglu, che oggi ad Ankara ha incontrato la nuova co-leader del partito turco filo-curdo Hdp, Serpil Kemalbay, ha quindi criticato il “processo anti-democratico” in atto nel Paese.