Trump si ribella: “Sono indagato da chi mi ha detto di far fuori Comey”

Donald Trump, con un tweet, ammette di essere sotto inchiesta e lancia allo stesso momento un nuovo attacco. Non ci sta ad essere messo in mezzo e lo dice a chiare lettere: “Sono indagato per aver licenziato il direttore dell’Fbi proprio da chi mi ha detto di licenziare il direttore dell’Fbi”. Ma a chi si riferisce il presidente? Secondo alcuni, anche tra i tanti che ogni volta commentano, con toni fortemente denigratori, i tweet del presidente, Trump si sarebbe riferito a Robert Mueller, il procuratore speciale per il Russiagate e predecessore di Comey alla guida del bureau.

Ma per altri la stoccata è per il vice ministro della Giustizia, Rod Rosenstein, che supervisiona tutte le questioni relative al Russiagate da quando il ministro Jeff Sessions si è ricusato, visto il suo coinvolgimento. In questo ruolo, Rosenstein ha firmato prima la controversa lettera in cui si raccomandava a Trump il licenziamento di Comey e poi – di fronte all’enorme polemica che ha provocato questa mossa – ha deciso la nomina di Mueller.

Secondo quanto emerso nei giorni scorsi, Trump non avrebbe mai digerito questa decisione e considera Rosenstein, ma anche Sessions, responsabili per questo ‘autogol’.

Trump cambia idea sui “dreamers”

Donald Trump ha intanto ufficialmente fatto marcia indietro sui “dreamer” ed ora gli immigrati senza documenti
entrati negli Stati Uniti da bambini potranno rimanere nel Paese. La  notte scorsa il dipartimento per la Sicurezza Interna ha infatti reso noto che continuerà il programma varato da Barack Obama che protegge questi giovani immigrati dal rimpatrio forzato, garantendo loro il  permesso di soggiorno.  Con una nota pubblicata sul proprio sito ha reso noto che gli iscritti al programma varato nel 2012, Deferred Action for childhood arrivals
potranno continuare a rinnovare ogni due anni il proprio permesso di  soggiorno. “E’ una grande vittoria per i dreamer dopo mesi di  politiche draconiane e crudeli nei confronti dei migranti”, ha dichiarato David Leopold, avvocato specializzato in legge sull’immigrazione.